Erri De Luca

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Erri De Luca

Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:22 pm

[align=center]Erri De Luca

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Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. Alla fine dell'adolescenza si impegna in politica, lascia la famiglia e approda per un breve periodo a Lotta Continua.
Fa molti mestieri manuali, tra i quali il camionista, il muratore, il fotografo, in Africa, in Francia, in Italia. Ma non smette di scrivere né di studiare, rubando ore al sonno. Studia l'ebraico per poter leggere le sacre scritture.
Il suo primo libro “Non ora, non qui”, esce nel 1989.
Giornalista impegnato, collabora al Mattino di Napoli e a diversi altri giornali. Durante la guerra nella ex Yugoslavia, partecipa a diverse missioni di pace come conduttore di camion.
Ha pubblicato molti libri tra cui: Non ora non qui, Una nuvola come tappeto, Aceto, Arcobaleno, In alto a sinistra, Alzaia.
Per i classici Feltrinelli ha tradotto e curato Esodo/Nomi, Giona/ Ionà e Kohelet/ecclesiaste.

Le sue opere sono connotate da uno stile particolarmente avvincente, che ha calamitato l'interesse e la fantasia di numerosi lettori.
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Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:24 pm

[align=center]Considero valore



Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura un pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo,
accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare
e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.[/align]
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Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:25 pm

[align=center]Mamm' Emilia



In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ore scofinate della terra
ho attraversto nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni
In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l'accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perchè il vuoto
l'ho portato con me.
Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l'inventa il figlio sbattendo due labbra
quella l'insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l'ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
non il loro peso
a te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello del vulcano che ci orientava il sonno.
Ti spargerò nell'aria dopo l'acquazzone
all'ora dell'arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.[/align]
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Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:26 pm

[align=center]Volti


Chi ha steso braccia al largo
battendo le pinne dei piedi
gli occhi assorti nel buio del respiro,
chi si è immerso nel fondo di pupilla
di una cernia intanata
dimenticando l'aria, chi ha legato
all'albero una tela e ha combinato
la rotta e la deriva, chi ha remato
in piedi a legni lunghi: questi sanno
che le acque hanno volti.
E sopra i volti affiorano
burrasche, bonacce, correnti
ne il salto dei pesci che sognano il volo.[/align]
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Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:27 pm

[align=center]Sei voci


Non fu il mare a raccoglierci
Noi raccogliemmo il mare a braccia aperte.

Calati da altopiani incendiati da guerre e non dal sole,
traversammo i deserti del Tropico del Cancro.

Quando fu in vista il mare da un’altura
Era linea d’arrivo, abbraccio di onde ai piedi.

Era finita l’Africa suola di formiche,
le carovane imparano da loro a calpestare.

Sotto sferza di polvere in colonna
Solo il primo ha l’obbligo di sollevare gli occhi.

Gli altri seguono il tallone che precede,
il viaggio a piedi è una pista di schiene.[/align]
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Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:28 pm

[align=center]Natale


Nascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.
Sua madre imbarcata per tentare uno scampo o una fortuna,
suo padre l'angelo di un'ora,
molte paternità bastano a questo.
In terraferma l'avrebbero deposto
nel cassonetto di nettezza urbana.
Staccheranno coi denti la corda d'ombelico.
Lo getteranno al mare, alla misericordia.

Possiamo dargli solo i mesi di grembo, dicono le madri.
Lo possiamo aspettare, abbracciare no.
Nascere è solo un fiato d'aria guasta. Non c'è mondo per lui.
Niente della sua vita è una parabola.
Nessun martello di falegname gli batterà le ore dell'infanzia,
poi i chiodi nella carne.
Io non mi chiamo Maria, ma questi figli miei
che non hanno portato manco un vestito e un nome
i marinai li chiamano Gesù.
Perché nascono in viaggio, senza arrivo.

Nasce nelle stive dei clandestini,
resta meno di un'ora di dicembre.
Dura di più il percorso dei Magi e dei contrabbandieri.
Nasce in mezzo a una strage di bambini.
Nasce per tradizione, per necessità,
con la stessa pazienza anniversaria.
Però non sopravvive più, non vuole.
Perché vivere ha già vissuto, e dire ha detto.
Non può togliere o aggiungere una spina ai rovi delle tempie.
Sta con quelli che vivono il tempo di nascere.
Va con quelli che durano un'ora.
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Messaggioda birillino8 il sab dic 08, 2007 10:29 pm

[align=center]Tu


Una parola basta e mi strappi dei gridi,
mi toccherai, uscira' pronto il sangue,
mi guarderai, saro' subito cieco.
Sei affanno, agguato, zuffa
appena che respiri.
Se mi arrocco in difesa
nell'inverno, negli anni,
al petto conto i colpi di un passero impazzito
che sbatte ai vetri per uscire incontro.[/align]
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