CompiutaDonzella

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CompiutaDonzella

Messaggioda birillino8 il gio feb 07, 2008 4:08 pm

[align=center]CompiutaDonzella

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Compiuta Donzella è lo pseudonimo di una donna fiorentina vissuta nel XIII secolo e della quale sono pervenuti ad oggi tre sonetti.
Si tratta, forse, della prima poetessa italiana: la prima figura femminile, cioè, a comporre versi in volgare.
Nulla si sa con certezza della sua vita, tranne che visse nell'ambiente toscano della seconda metà del XIII secolo.
Ebbe un'educazione e una cultura rare in tempi in cui l'analfabetismo era molto diffuso, specialmente tra le donne.
L'autenticità viene confermata sia dalla presenza del suo nome fra i sonetti del Torrigiano sia per un abbastanza esplicito richiamo ad essa in una lettera scritta da Guittone d'Arezzo.
Ultima modifica di birillino8 il sab mag 24, 2008 1:22 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda birillino8 il gio feb 07, 2008 4:09 pm

[align=center] la stagion che 'l mondo foglia e fiora



A la stagion che 'l mondo foglia e fiora
acresce gioia a tut[t]i fin' amanti:
vanno insieme a li giardini alora
che gli auscelletti fanno dolzi canti;


la franca gente tutta s'inamora,
e di servir ciascun trag[g]es' inanti,
ed ogni damigella in gioia dimora;
e me, n'abondan mar[r]imenti e pianti.


Ca lo mio padre m'ha messa 'n er[r]ore,
e tenemi sovente in forte doglia:
donar mi vole a mia forza segnore,


ed io di ciò non ho disio né voglia,
e 'n gran tormento vivo a tutte l'ore;
però non mi ralegra fior né foglia.[/align]
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Messaggioda birillino8 il gio feb 07, 2008 4:10 pm

[align=center]Ornato di gran pregio e di valenza



Ornato di gran pregio e di valenza
e risplendente di loda adornata,
forte mi pregio più, poi v'è in plagenza
d'avermi in vostro core rimembrata


ed invitate a mia poca possenza
per acontarvi, s'eo sono insegnata,
come voi dite c'a[g]io gran sapienza;
ma certo non ne son [tanto] amantata.


Amantata non son como vor[r]ia
di gran vertute né di placimento;
ma, qual ch'i' sia, ag[g]io buono volere


di senire con buona cortesia
a ciascun ch'ama sanza fallimento:
ché d'Amor sono e vogliolo ubidire.[/align]
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Messaggioda birillino8 il gio feb 07, 2008 4:11 pm

[align=center]Lasciar vorria lo mondo e Dio servire



Lasciar vor[r]ia lo mondo e Dio servire
e dipartirmi d'ogne vanitate,
però che veg[g]io crescere e salire
mat[t]ezza e villania e falsitate,


ed ancor senno e cortesia morire
e lo fin pregio e tutta la bontate:
ond'io marito non vor[r]ia né sire,
né stare al mondo, per mia volontate.


Membrandomi c'ogn'om di mal s'adorna,
di ciaschedun son forte disdegnosa,
e verso Dio la mia persona torna.


Lo padre mio mi fa stare pensosa,
ca di servire a Cristo mi distorna:
non saccio a cui mi vol dar per isposa.[/align]
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