Chiromanzia e/o Chirologia

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Chiromanzia e/o Chirologia

Messaggioda birillino8 il ven feb 02, 2007 11:12 pm

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[align=center]La Chiromanzia[/align]


La chiromanzia e' una scienza che ha origini lontanissime. Nata in India, si e' poi diffusa nel mondo, dalla Cina alla Persia, dall'Egitto alla Grecia. Il termine deriva dal greco: cheir=mano e manteia=divinazione, la chiromanzia riguarda appunto la divinazione del futuro dell'individuo attraverso le linee della mano.
I romani coltivavano questa scienza unitamente all'astrologia. Siamo ancora nel periodo precedente alla venuta di Cristo, perche' all'avvento del cristianesimo ogni scienza divinatoria fu considerata eresia e i chiromanti furono sovente messi al rogo. Rimasero soltanto le tribu' degli zingari a custodire gelosamente la conoscenza della chiromanzia.

Alla fine del XV e del XVI secolo, attraverso la stampa comparvero alcuni trattati sulla chiromanzia. E' il periodo degli alchimisti e dei maghi: si indaga con ogni mezzo sulle sorti dell'individuo.

Nel XIX secolo il massimo cultore della scienza per l'interpretazione delle linee della mano si rivelo' in Francia Adolphe Desbarolles. In data piu' recente madame De Thebes pubblico' un trattato dal titolo l'enigme de la main. Il libro piu' antico che riguarda lo studio della mano e' custodito in un tempio dedicato a Brahma nell'alta valle del Gange. Contiene i disegni di centinaia di mani eseguiti in modo mirabile. Il libro e' rilegato in pelle umana e la scrittura e disegni sono tracciati con una sostanza rossa indelebile.

Una leggenda dice che fu uno spirito maligno che trasformo' in mani le due estremita' anteriori, al primitivo animale uomo, rendendolo così capace di infinite azioni che prima gli erano impossibili, e quindi anche del male.


Nell'uomo la mano assume un ruolo importantissimo; la mano raccoglie la sintesi di tutta l'esistenza. Le sue linee fisiche sono il risultato non soltanto di un modo di vita esclusivamente materiale, ma rispondono anche a complesse eredita' spirituali. Le linee e la forma della mano possono offrirci importanti indicazioni per conoscere l'indole, le virtu', i difetti e i principali avvenimenti che possono segnare il corso del destino dell'uomo.
Attraverso la chiromanzia, che troppo facili superficiali detrattori tendono a considerare ciarlataneria o mistificazione, si possono evitare molti gravi errori. Solamente la forza di volonta' può cambiare le nostre situazioni, nel senso che se la mano rivela, ad esempio, che in un determinato periodo della nostra esistenza potremmo essere colpiti da una grave malattia, potremo opportunamente premunirci contro di essa e riuscire a evitarla o quantomeno diminuirne la gravita'.

Naturalmente la chiromanzia, come tutte le scienze, non puo' aspirare all'infallibilita', anche perche' dipende dall'acume e dalla preparazione di chi se ne serve.
Ultima modifica di birillino8 il dom feb 04, 2007 3:54 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda birillino8 il ven feb 02, 2007 11:38 pm

Prima di interpretare il significato delle diverse linee della mano riteniamo opportuno ricordare che la lettura deve integrare vicendevolmente la visione della mano destra e di quella sinistra che comportano interpretazioni in parte differenziate.
La mano sinistra si puo' definire passiva; registra piuttosto rigidamente i caratteri ereditari, cioe' la natura innata dalla quale in parte dipende il cosiddetto destino. La mano destra, attiva, al contrario, rivela le possibilita' di intervento della volonta' per trasformare le predisposizioni annunciate dall'altra mano. E' quindi necessario per un completo giudizio mettere a confronto entrambe le mani.



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[align=center]* linea della vita

* linea della testa

* linea del cuore

* linea del destino

* linea del successo

* linea della salute [/align]



[align=center]Linea della vita

Va sempre letta dall'alto verso il basso, vicino al polso. La lunghezza da sola non e' un'indicazione sicura di longevita', tuttavia chi possiede una linea della vita lunga e ben marcata, avra' generalmente una vita sana e felice. Separazioni lungo la linea indicano cambiamenti o conflitti. Se al punto di partenza e' unita la linea della testa e a quella del cuore, e' cattivo presagio, forse morte improvvisa.[/align]


[align=center]Linea della testa

Questa linea permette di giudicare le capacita' intellettuali e la forza di volonta'. Se questa linea corre diritta senza inclinazione, mancano solidarieta' e fantasia. Se e' profonda rivela un carattere riservato, intensita' di pensiero e opinioni decise. Se la linea e' breve denota leggerezza, infedelta', imprevidenza.
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[align=center]Linea del cuore

Indica relazioni non soltanto di natura romantica, ma anche le qualita' affettive del soggetto. Se la linea e' particolarmente profonda i sentimenti saranno intensi, appassionati e tenaci. Se la linea e' tracciato molto in alto, cioe' vicina alle dita indica che vi e' controllo delle emozioni, carattere pratico e tendenza all'egoismo. Molte piccole diramazioni dalla linea del cuore indicano ricettivita' verso nuove persone.
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[align=center]Linea del destino

La linea indica in un certo modo le circostanze che influiranno sullo svolgersi della vita dell'individuo. Essa non si rivela in tutte le mani. La mancanza indica una vita senza rilievo. Se la linea del destino comincia sulla linea dellla testa indica che la persona otterra' grandi risultati grazie allo sforzo accademico. Se la linea e' sottile si avrà una particolare predisposizione a subire duri colpi dalla sorte[/align]


[align=center]Linea del successo

Se la linea parte da quella del destino predice soddisfazioni nella carriera dovute ad una costante applicazione. Una sua interruzione indica, invece, un periodo di difficolta'. Se parte dalla linea della vita indica attitudini artistiche e riuscita dovuta esclusivamente ad iniziativa personale[/align]


[align=center]Linea della salute

Una linea lunga e diritta denota buona salute, intuizione, intelligenza sottile. Una linea ondulata e tortuosa preannunzia disturbi in special modo al fegato. Se nasce lontana dalla linea della vita fa prevedere longevità del soggetto. Se e' molto obliqua fino a dirigersi verso l'estremita' del palmo della mano se ne deduce instabilità di umore e carattere capriccioso.[/align]
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Messaggioda birillino8 il sab feb 03, 2007 12:01 am

[align=center]LE FORME DELLA MANO [/align]

Triangolari oppure a spatola, affusolate oppure allungate; le mani possono avere forme diverse. E a seconda di come sono fatte danno una prima indicazione sul temperamento dei loro "proprietari". Ecco un "identikit" delle quattro forme più diffuse.




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Palmo squadrato e dita corte: chi possiede questa forma della mano è una persona solitamente puntuale, ordinata e tendezialmente conservatrice. Sarà difficile farla uscire dagli schemi!



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Il palmo sarà allungato e le dita corte un pò larghe all'altezza dell'attaccatura: è un tipo di mano frequente nelle persone d'azione, dedite ai mutamenti e mai ferme!



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Palmo quadrato e dita lunghe: appartiene spesso agli artisti e rivela la maggior parte delle volte un'animo socievole ed ingegnoso, ma anche cautela e instabilità d'umore.



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Il palmo sarà lungo ed anche le dita: è una forma abbastanza rara ed indica una persona fragile, romantica e molto sensibile, capace di grandi entusiasmi ma al contempo anche di grandi delusioni e disillusioni.
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Messaggioda birillino8 il dom feb 04, 2007 3:26 pm

[align=center]Approfondimento[/align]

Chiromanzia
Il futuro è nelle nostre mani
di MASSIMO LEONE


Ut audeam dicere me nullo modo in hac arte errare posse.
Bartolomeo della Rocca, detto Cocles.

¿Sabes decir la buenaventura, niña? - sai predire la sorte, ragazzina? - con questa frase, semplice e diretta, l'escudero de brazo della signora Clara interpella la Gitanilla, la zingarella, protagonista di una delle Novelle esemplari di Cervantes. Il genio spagnolo, per il quale, è noto, la penna è la lingua dell'anima, condensa in poche battute tutte le astuzie, le credenze, le superstizioni di un costume popolare assai antico, su cui lo scrittore getta uno sguardo fra l'ironico e il divertito. De tres o cuatro maneras - in tre o quattro modi, risponde la piccola, e in effetti molteplici sono i metodi escogitati dall'uomo, nel corso dei secoli, per predire il futuro. Anzi, sono sicuramente più di tre o quattro. Se si deve prestar fede al Practica compendiosa artis Raymundi Lulli, stampato a Lione nel 1523, le arti del futuro includerebbero la chiromanzia, l'astragalomanzia, la cosmomanzia, la sternomanzia, l'alectromanzia, la piromanzia, l'alphitomanzia, l'aleuromanzia, la critomanzia, l'idromanzia e la geomanzia

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Il suffisso -manzia, infatti, può essere applicato quasi a tutto, e specialmente all'interpretazione di quei segni la cui creazione esula dal controllo immediato dell'uomo, e che per ciò stesso divengono indizi per predirne la sorte: il contorcersi sinuoso di una fiamma, il depositarsi del caffè nel fondo di una tazza, la foggia delle viscere di un animale, l'annerirsi di uno specchio, sono tutti avvenimenti regolati da leggi a noi ignote, forse le stesse che guidano segretamente la nostra vita. Imparare a interpretare questi fenomeni, dunque, significa saper riconoscere le oscure trame che pervadono l'universo. Ma non tutti vi possono riuscire. Non è un caso, a nostro avviso, che la tradizione abbia attribuito agli zingari e ai girovaghi questa capacità. Colui che dimora in un luogo, circondato sempre dagli stessi volti e dagli stessi agi, cerca di sfuggire alle bizzarrie di un futuro imprevedibile, forse casuale, trincerandosi all'interno di una prigione di abitudini, di regolarità, di sicurezze. Così facendo, però, l'uomo sedentario perde l'abilità di riconoscere la minaccia del caos, di una realtà che si sottrae a qualsiasi controllo; egli rischia persino di divenire arrogante, presuntuoso. Ed ecco allora la necessità di colui che non ha una patria, né una lingua, né un lavoro, e che per questo percepisca su di sé, sulla propria pelle, nella fame, nella sete, nel mutare capriccioso dei venti o nel tumulto dei viaggi, il peso di forze al di là del nostro dominio. L'incontro con questi individui è allora un'occasione preziosa, come rivelano le esclamazioni con cui la signora Clara accoglie l'arrivo della Gitanilla: niña de oro, y niña de plata, y niña de perlas - ragazzina d'oro, e d'argento, e di perle.
E fra tutte le forme inspiegabili che ci circondano, e che ci ricordano l'insondabilità della nostra esistenza, quale ci è più vicina delle nostre mani, le stesse che vediamo compiere mille gesti, mille attività, mille operazioni? Apriamo il palmo delle nostre mani: vi scorgeremo un reticolo irregolare di linee, un labirinto in cui l'indovino cercherà di addentrarsi, nel tentativo di dare un senso a ciò che in apparenza non ne ha, e rammentarci che, per quanto queste mani possano cercare di cambiare il mondo, il mondo vi ha già inscritto, sin dalla nascita, la sua impronta. Denle, denle la palma de la mano a la niña - le dia il palmo della mano, suggeriscono alla signora Clara, y verán qué de cosas les dice; que sabe más que un doctor en melecina; questa zingarella sa predire il futuro più e meglio di come non possa farlo un medico, perché non utilizza i sintomi, i segni della scienza, ma i segni che la scienza si rifiuta di interpretare. Fra tutti questi segni, la piccola gitana sceglie di leggere quelli che popolano il palmo di una mano.
Vi sono più ragioni per cui queste forme, apparentemente insensate, si sono trasformate nel paradigma sul quale l'indovino (il chiromante) traccia la propria immaginazione del futuro. Alcune di esse sono di ordine semiotico: la mano è una parte del nostro corpo, forse quella che più ci identifica nella nostra umanità, ed è stato facile associarla con un discorso che parli del destino dell'uomo, di quello che egli riuscirà a realizzare, o il modo in cui fallirà, grazie all'uso di queste stesse mani. In secondo luogo, le mani, e in particolare il palmo, offrono allo sguardo una costellazione di forme, che si potrebbero categorizzare utilizzando il lessico della semiotica visiva contemporanea: dei segni eidetici - le linee, i punti, le geometrie che si disegnano sulla mano, ma anche gli spessori, le profondità, le lunghezze; dei segni topologici - la posizione di queste forme fra loro e nel contesto del palmo della mano; dei segni cromatici - le sfumature di colore dei diversi punti della superficie. In terzo luogo, il fatto che nel palmo della mano si possano distinguere alcune linee più spesse e altre meno marcate, alcune più lunghe e altre più corte, consente all'indovino di articolare un vero e proprio discorso, in cui accanto a certe direttrici principali (che identificano le dimensioni fondamentali dell'esistenza: la salute, l'amore, il denaro, la fortuna) vi siano degli elementi secondari, che invitano a una precisione maggiore, a una ricerca delle sfumature. In quarto luogo, la forma di ogni mano, e la minuta rete di segni che la ricopre, è unica per ogni individuo, come unico è anche il destino di ciascuno, il futuro che lo attende. Infine, non si può trascurare il fatto che la linea in sé sia una potente metafora dello scorrere del tempo, del sorgere del presente dal passato e del suo lento affondare nel futuro: di qui, i primi chiromanti avranno tratto l'idea che nel palmo della mano si trovi già inscritto il corso dell'esistenza di un uomo, tanto più che la mano e le sue linee l'accompagnano dalla nascita sino alla morte, senza che nulla di ciò che gli accade possa mutare queste forme attribuite dal destino.
Accanto a queste ragioni semiotiche, tuttavia, legate alla conformazione stessa della mano umana, ve ne sono altre di carattere storico, che si mescolano inscindibilmente alle prime. A nostra conoscenza, Aristotele è il primo autore a collegare una certa conformazione del palmo della mano con alcune caratteristiche della vita di una persona. Nell'Historia Animalium (i, 15) lo stagirita sostiene che gli individui longevi mostrano una o due linee che corrono ininterrottamente attraverso la mano; in quelli dalla vita breve, invece, le due linee vi sono, ma esse non attraversano il palmo per intero (1). In seguito, numerosi autori utilizzarono questo breve passo aristotelico per conferire prestigio alle proprie teorie chiromantiche. Plinio, ad esempio, nel libro undicesimo della Naturalis Historia (114) attribuisce ad Aristotele l'idea che le linee spezzate nel palmo di una mano indichino una vita breve. Simili allusioni, sempre attribuite ad Aristotele, vi sono anche nei Problemata e nei Physiognomica. Sin dai tempi di Giovenale, comunque, la pratica di consultare un chiromante riceve una connotazione sociale abbastanza negativa: nelle Satiræ il poeta latino ironizza sulla curiosità e sulla vanità delle donne, e aggiunge che quelle delle classi superiori si rivolgono agli astrologi Caldei, mentre quelle di estrazione media frontemque manumque præbebit vati (vi, 581). Ma a partire da Artemidoro (II secolo d.C.), del quale si dice che abbia scritto un'opera intitolata Χειροσκοπικα, non si incontra più alcun riferimento alla pratica della chiromanzia, e bisogna attendere l'inizio del XIII secolo per ritrovare dei manoscritti medievali dedicati a quest'arte del futuro. Nella loro forma più semplice, tali manoscritti non presentano alcun riferimento all'astrologia, e non sono altro che una serie di commenti che accompagnano dei disegni di mani, e che illustrano perlopiù le tre linee principali (uno di essi è stato ristampato nel De Cheiromantia Libri III - Magonza, 1541). Il secondo tipo di manoscritti è quello della Summa Chiromantiæ, che è stato tramandato in forma più o meno inalterata sino ai giorni nostri. Le linee principali del palmo sono quattro, mentre a ciascuna delle dita è associato un pianeta. Segue poi la descrizione e l'interpretazione divinatoria delle figure del triangolo, delle linee, delle linee sorelle, del quadrangolo, delle colline, delle linee speciali che si trovano nel palmo della mano, più alcune considerazioni generali sulle proporzioni della mano, sulle unghie, sulle giunture, sulle figure speciali. Un esempio di questo trattato generale di chiromanzia è quello contenuto nello pseudo-aristotelico Cyromancia Aristotelis (Ulm, 1491). Vi è poi un terzo tipo di manoscritti, che contiene descrizioni ancora più dettagliate e disegni di mani, un quarto di manoscritti che attribuiscono ad Aristotele (falsamente) l'invenzione della chiromanzia, mentre il quinto tipo è quello che si riferisce al trattato di chiromanzia compilato da Rodericus de Majoricis (Oxford University). La chiromanzia raggiunse però il suo apice di popolarità nel XV e nel XVI secolo, quando vennero pubblicati a stampa i primi trattati dedicati a questa pratica: Die Kunst Ciromantia, di Johann Hartlieb (Augsburg, 1475), seguito dallo stesso Cyromancia Aristotelis cum figuris (Ulm, 1490), dal Libellum de chyromantia di Antioco Tiberto (Bologna, 1494), dal De Chiromantiæ Principiis et Physiognomiæ dell'Achillini, (Bonn, 1504), dalle Introductiones Apotelesmaticæ di Johannes ab Indagine (Strasburgo 1522). Ma è forse con un'opera di Bartolomeo della Rocca, detto Cocles, la Chyromantie ac physonomie Anastasis cum approbatione magisteri Alexandri de Achillinis (Bologna, 1504) che la chiromanzia toccò il suo zenit rinascimentale.
Nato il 19 marzo 1467, alla terza ora della notte sul meridiano di Bologna, Cocles lasciò il suo villaggio natale (Tuguriolum) per recarsi a Imola, ove predisse ai principi locali la perdita del loro dominio. Quindi si spostò a Faenza, e vaticinò una sorte avversa ad Astorgio di Faenza, che morì poco dopo. Ritroviamo poi Cocles a Cesena e a Pesaro. A Julius Varanus di Camerino predisse un destino amaro per lui e per i suoi figli. Infine, dopo varie peregrinazioni, disavventure e nefaste predizioni, Cocles ritornò nella città natale, dove scrisse il suo trattato sulla chiromanzia. In quest'opera, l'autore menziona un altro scritto, dedicato a Giovanni Bentivoglio, nel quale Cocles avrebbe predetto i diversi tipi di morte cui vari personaggi famosi del suo tempo sarebbero incorsi. Quest'opera, qualora sia mai esistita, è sfortunatamente scomparsa, ma secondo Cardano e Paolo Giovio, due cultori delle arti del futuro, Cocles vi avrebbe predetto persino la propria morte, con esattezza di dettagli e precisione di tempi. L'abilità di questo chiromante nel vaticinare il fato avverso dei potenti del suo tempo non dovette essergli di grande giovamento. È assai facile, infatti, scambiare un indovino per un uccello del malaugurio, e una lunga tradizione di testi ammonisce sul destino riservato alle Cassandre di ogni epoca. In effetti, Cocles fu assassinato il 24 settembre del 1504, apparentemente per ordine di Ermete (il quale, ironia della sorte, portava il nome del dio dei misteri), figlio di Giovanni Bentivoglio, cui Cocles aveva predetto la morte in battaglia (2).
Numerose leggende circolarono, fra il XVI e il XVII secolo, intorno alla vita di Cocles. Secondo Cardano (De exemplis centum geniturarum, in Opera, 1663, V, 468), egli non era che un barbiere girovago e ignorante che intraprese lo studio della fisiognomica e della chiromanzia con tale zelo che fu poi in grado di scrivere un'opera in latino e divenire, così, oggetto d'ammirazione della sua epoca. Che un grande contributo alla fisiognomica e alla chiromanzia sia stato dato da un barbiere è un fatto sorprendente, ma non inspiegabile: osservare centinaia di volti, scrutarne a fondo le fattezze prima di procedere al taglio della barba, o dei capelli, deve aver conferito a Cocles una speciale sensibilità, acquisita empiricamente, nel collegare i tratti del volto con quelli dell'anima. Un autore del XVII secolo, l'Alidosi (I dottori bolognesi, 1623) riporta un'altra leggenda bizzarra: avendo previsto che il proprio fato sarebbe stato quello di essere ucciso con un colpo alla testa, Cocles portava sempre una placca di metallo nascosta nel copricapo. Ma l'assassino, travestito da venditore di legname, lo colpì alla testa con un fascio di bastoni allorché Cocles gli aprì la porta di casa sua, per farlo entrare. Lo stesso Alidosi cita dei versi del Pontano che, per quanto scritti prima della morte violenta di Cocles, gli sembrarono profetici del destino riservato al grande chiromante, vittima delle sue stesse profezie:

Cur caput armatum galea? latus ense revinctum est?
Vim fati radios dixtin'habere tuos?
Sed video melius fatum est nescire scivisse,
Quano nihil prodest tela nec arma valent.




Vi è una corposa tradizione di avvenimenti (e ammonimenti) analoghi nella storia della chiromanzia (o, in generale, in quella delle arti del futuro): chi, avendo conosciuto il proprio destino, tenta di sfuggirgli, ne viene colpito in modo ancora più duro, e spesso con un vigore accentuato dall'ironia (celebre la leggenda, diffusa in numerose versioni diverse, del cacciatore cui un infallibile indovino predice che morirà incornato da un alce; l'uomo si rinchiude quindi nella propria casa, per poi finire ammazzato dalla testa d'alce appesa sul proprio letto, cadutagli addosso durante la notte).
Cocles intitolò il proprio trattato Anastasis, o rinascita, in quanto riteneva di aver risollevato la fisiognomica, e soprattutto la chiromanzia, dalle polveri dell'oblio. In realtà, come abbiamo avuto modo di osservare, la chiromanzia era già molto diffusa presso numerosi autori medievali, e quantunque Cocles proclamasse di aver ricevuto dalle stelle le sue conoscenze, le fonti che egli cita nella propria opera stanno a dimostrare il contrario. L'Anastasis si divide in sei parti: la prima tratta dei principi generali della fisiognomica; la seconda concerne tutto il corpo umano, dalla testa ai piedi, e si svolge nella forma di un dialogo fra Cocles e il discepolo Augustinus; la terza parte discute della relazione dei pianeti con la fisiognomica, e considera in dettaglio le linee della fronte; la quarta parte, invece, è interamente dedicata alla chiromanzia, di nuovo nella forma di un dialogo fra l'autore e il suo allievo. La quinta parte contiene un trattato ascritto da Cocles a Pietro d'Abano, mentre il sesto e ultimo libro del trattato è di ordine pratico, e si compone di ben trecento capitoli, tutti dedicati alla lettura della mano (De chyromantia parva cum capitulis distinctis et recollectis in chyromantia magna). La chiromanzia, infatti, secondo quest'autore, è una delle più eccelse arti del futuro, anche se non è affatto la sola: l'accompagnano la piromanzia, l'idromanzia, la negromanzia, la vaticinazione e l'interpretazione dei sogni, la spatulomanzia (lo studio delle ossa di una capra macellata di recente), la litteramanzia, la nomanzia (rispettivamente, la predizione del futuro tramite le lettere o i nomi), la solmanzia (con i raggi del sole), la venamanzia e l'umbilicomanzia, nonché un metodo assai poco poetico, la spennatura dei polli come arte del futuro.
Ma quando si tratta di stabilire quale sia la pratica più affidabile, Cocles non ha dubbi: la fisiognomica e la chiromanzia sono superiori a qualsiasi altro metodo, la seconda essendo ulteriormente preferibile alla prima in quanto le linee della mano permangono invariate durante tutta la vita, mentre i tratti del volto possono mutare considerevolmente. Sull'una e sull'altra disciplina, poi, Aristotele proietta la sua ombra prestigiosa e rassicurante. Ma se la filosofia del Rinascimento cerca di dare un senso al caos, di spiegare l'ignoto, attraverso il riferimento alla scolastica medievale, e, direttamente o indirettamente, ad Aristotele e alla filosofia greca, altre culture hanno sviluppato una propria tradizione chiromantica, indipendente da quella greco-latina (sebbene le varie tradizioni si intersechino a volte in modi che è assai difficile ricostruire).
Nella cultura ebraica, la chiromanzia ha il suo fondamento biblico in un versetto del libro di Giobbe (37, 7) che recita: "Egli sigilla la mano di ogni uomo, così che ogni uomo possa conoscere il suo lavoro". Già nel Medioevo, molti chiromanti cristiani avevano già utilizzato questo versetto come prova del fatto che le linee incise nel palmo della mano di ogni uomo siano una sorta di scrittura divina, un sigillo di Dio sul corpo dell'uomo, indipendente dal libero arbitrio e dalla volontà individuale. Di qui, la possibilità di utilizzare queste linee per conoscere il carattere, e soprattutto il futuro, di ciascuno. Presso gli Ebrei, invece, questo versetto viene interpretato per la prima volta in chiave chiromantica nel XVI secolo, negli ambienti del misticismo Merkabah. La più antica fonte ebraica concernente la chiromanzia è infatti un capitolo dai frammenti ascritti a questa cerchia di mistici, intitolato Hakkarat Panim le-Rabbi Yishma'el, scritto in stile rabbinico. Pare che in questo ambito la chiromanzia fosse usata soprattutto come metodo per discernere se un individuo fosse o meno degno di ricevere degli insegnamenti esoterici. Prima del XVI secolo, i testi della chiromanzia ebraica sono più che altro traduzioni di opere redatte in arabo, mentre dei primi cabalisti (inizi del XIII secolo) sappiamo che "usavano esaminare le linee dei palmi delle mani, perché attraverso di esse i saggi avrebbero conosciuto il fato di un uomo e le buone cose che l'attendevano nel futuro" (Jacob Nazir, Sefer ha-Minhagot). Anche nello Zohar vi sono numerosi riferimenti alla chiromanzia e alla metoposcopia (la lettura delle linee della fronte).
Dopo aver delineato, per quanto a tratti piuttosto grossolani, la semiotica e la storia della chiromanzia (e non abbiamo potuto toccare che le due fonti principali della cultura occidentale, Atene e Gerusalemme, quando invece sarebbe assai interessante addentrarsi nei meandri dell'influenza della cultura araba sulla chiromanzia cristiana ed ebraica, o sulla chiromanzia dell'estremo Oriente) è giunto il momento di porsi alcune questioni. A nostro avviso, ha poco senso chiedersi se sia lecito credere a queste forme di previsione del futuro, alla possibilità di conoscere i giorni a venire scrutando le pieghe della mano. La nostra mentalità occidentale, disincantata in seguito all'avvento dell'Illuminismo e al progresso della scienza, rifiuta persino di prendere in una qualche considerazione una domanda siffatta. Anzi, contrariamente a quanto avviene nella cultura islamica, quella influenzata dal Cristianesimo (e soprattutto dalla teologia cattolica) respinge l'idea di un destino già inscritto, alla nascita, nel palmo della mano di un uomo, e preferisce credere che, almeno in una certa misura, sia l'individuo stesso, nella sua interazione con i mille accidenti che lo attendono a ogni passo dell'esistenza, a plasmare il proprio destino. D'altra parte, questo è uno dei motivi principali della reciproca avversione fra la Chiesa cattolica e la chiromanzia: solo Dio conosce il destino degli uomini, ma esso non si scrive che nello sforzo congiunto della mano e della penna, della grazia e del libero arbitrio. Nonostante gli ultimi due secoli della storia della cultura occidentale siano stati caratterizzati da una progressiva e inesorabile secolarizzazione (ma a proposito dell'epoca attuale alcuni studiosi ravvisano una tendenza contraria, definendola "desecolarizzazione"), l'idea che l'uomo possegga un qualche controllo sulla propria esistenza ci è tanto cara antropologicamente che non riusciamo ad abbandonarla, che non riusciamo a credere fino in fondo che forze oscure e misteriose, visibili solo agli occhi di qualche fortunato indovino, guidino la nostra esistenza. Se dunque le arti del futuro non sono, appunto, che arti, e non riescono a divenire tecniche, né tanto meno scienze, perché allora la chiromanzia sopravvive da secoli, praticamente invariata nel suo corpus di metodi e conoscenze, sin dagli albori della cultura moderna? Perché ancora oggi le strade delle principali città del mondo occidentale, quelle che ostentano a ogni passo la propria modernità post-industriale e globalizzata, sono ancora affollate di chiromanti, più o meno avveduti nella disciplina, che offrono a passanti e curiosi i propri servigi? Perché siamo ancora disposti a pagare, come la Signora Clara della novella di Cervantes, perché ci leggano la mano?
È piuttosto difficile trovare una risposta univoca a tutti questi quesiti, ed è forse necessario scomporli secondo diverse dimensioni. Dal punto di vista antropologico, la paura del futuro è qualcosa di profondamente radicato nell'animo umano (o nei nostri geni, se si vuole adottare una terminologia socio-biologica). I filosofi ci hanno insegnato che il nostro essere è un essere che scorre consapevole verso la morte, anche se gran parte dei nostri sforzi sono tesi a distrarci da questa verità. La chiromanzia, così come le altre arti del futuro, è uno dei tanti piccoli esorcismi che pratichiamo quotidianamente per illuderci di avere un qualche controllo sulla nostra esistenza, sul nostro scivolare inesorabile verso il non essere. Da un punto di vista psicologico, la chiromanzia, così come le altre arti del futuro, prosperano perché soddisfano il nostro desiderio narcisistico di incontrare un discorso che parli di noi, e soltanto di noi. Il successo commerciale degli oroscopi, ad esempio, si basa proprio su questa geniale trovata di marketing: lo stesso testo dice la stessa cosa a tutti (o perlomeno, a dodici gruppi di lettori), ma ognuno lo legge e lo interpreta come se gli fosse diretto in maniera specifica, individuale. In realtà, ciò che rende unico il discorso sul futuro non è chi lo pronuncia (per quanto affinate siano le sue capacità retoriche, il chiromante utilizza un lessico piuttosto ripetitivo), ma chi lo recepisce: non sono le parole del chiromante a essere uniche, ma le pieghe nel palmo di ciascuna mano. Queste spiegazioni antropologiche, filosofiche e psicologiche, tuttavia, non spiegano come mai la chiromanzia, nonostante la sua invariata permanenza nella storia, prosperi di più in alcuni periodi piuttosto che in altri. Ancora una volta, trovare delle ragioni precise di queste variazioni è impresa ardua, che richiederebbe uno studio approfondito, e che forse sarebbe comunque destinata a fallire. Si possono, però, come sempre, avanzare alcune ipotesi, sperando che non siano troppo facili da invalidare. Storicamente, la chiromanzia fiorisce proprio in quei periodi nei quali la cultura cosiddetta alta, quella che assai spesso disprezza le tradizioni popolari, propaganda in varie forme e discorsi il rinnovato e migliorato controllo dell'uomo sulla natura, sul caos, sul futuro. Il Rinascimento e l'epoca positivista, ad esempio, così come l'attuale post-modernità tecnologica e globalizzata, sono periodi di grande fervore chiromantico. Questa coincidenza può essere spiegata in due modi diversi. Da un lato, si può ipotizzare che allorché l'umanità prende fiducia rispetto alle proprie capacità e al proprio controllo dell'esistente e dell'esistenza, si sviluppano anche le arti del futuro, quasi come una sorta di arrogante tentativo di estendere il dominio dell'uomo su tutto il vasto ambito dell'inconoscibile. D'altra parte, però, questa spiegazione vale più per l'epoca rinascimentale (nella quale le arti del futuro e le scienze della previsione sono ancora mescolate in maniera spesso inscindibile, e si influenzano e si alimentano reciprocamente) che per quella industriale o post-industriale. Il sospetto, infatti, è che l'attuale fiorire della chiromanzia, dell'astrologia, o di quant'altro, sia un frutto della paura, più che della fiducia, una conseguenza del nostro sentirci profondamente incapaci di controllare le nostre vite, piuttosto che della sicurezza che traiamo dalla precisione delle tecnologie. Non siamo i primi a rilevare il fatto che uno degli effetti negativi del progresso tecnologico, e soprattutto del velocizzarsi dei ritmi di vita (e specie degli scambi comunicativi di ogni tipo) risiede nel fatto che, se fino a due secoli or sono un individuo si sentiva in grado di prevedere il proprio futuro nel lunghissimo termine (nato in un villaggio, vi rimarrò sino alla morte, continuerò il lavoro di mio padre, sposerò una donna della mia stessa estrazione sociale, della mia stessa cultura, i miei figli vivranno accanto a me sino alla morte, etc.), con l'aumentare della rapidità delle comunicazioni la porzione di futuro soggetto al nostro controllo si è accorciata sempre più, fino alla cosiddetta "presentificazione" attuale: viviamo in un presente fatto di istanti scollegati fra loro, incapaci di prevedere se domani avremo lo stesso lavoro, ameremo la stessa persona, vivremo nella stessa città, etc. L'attuale uso (e abuso) delle arti del futuro è sicuramente ricollegabile a questo fenomeno: di fronte alla scomparsa del futuro, il discorso dei chiromanti è uno degli stratagemmi cui ricorriamo per risuscitarlo, per vivere, almeno durante i pochi minuti della lettura di una mano, e in forma di simulacro narrativo, l'illusione di poter proiettare il nostro io al di là dei confini ciechi di un eterno presente. Da questo punto di vista, ci sembra fallace sostenere che la chiromanzia sia sempre esistita, praticamente invariata, dal Medioevo sino ai nostri giorni, giacché quest'arte del futuro non consiste tanto nelle tecniche della lettura della mano (queste, sì, praticamente le stesse da otto secoli), ma nei motivi per cui ciascun individuo si rivolge al chiromante. Fino a oggi, in effetti, si è scritta la storia delle arti del futuro come storia di risposte (quelle degli indovini ai loro committenti); sarebbe forse più interessante conoscere la storia della chiromanzia come storia di domande. Purtroppo se per la prima ricostruzione storica disponiamo di fonti abbondanti (i trattati che abbiamo appena citato), per la seconda le fonti sono molto più difficili da reperire. Bisogna però cogliere un dato interessante: nel Rinascimento, la domanda più insistente, fra quelle rivolte ai chiromanti, riguardava la morte: quando morirò, in che modo, in che circostanze. Nella chiromanzia attuale, invece, questa questione non ricorre mai. Sospettiamo che ciò sia così non solo perché l'idea di morte è stata espulsa dalla nostra cultura per lasciar maggior spazio alle pratiche di consumo, ma anche perché vi sono molte più cose, prima di morire, delle quali siamo assolutamente incerti. Se l'uomo del Rinascimento non sapeva, ovviamente, quando sarebbe morto, ma conosceva più o meno il modo in cui si sarebbe sviluppata la propria vita, oggi questa conoscenza ci è totalmente preclusa. Potremmo ritrovarci a lavorare come esperto di marketing o come tecnico informatico; nella Silicon Valley o a Bombay; etero- o omosessuali; single o in coppia; in un attico nel centro di Milano o in una bidonville dell'America centrale. Le possibilità della nostra esistenza si sono espanse enormemente, ma con esse anche la nostra incapacità di gestirle, la nostra paura del futuro, quell'insicurezza costante del domani che ci ricorda il pensiero della morte e che ci fa morire un po' ogni giorno. Come andrà a finire? Molto male, se continuiamo così - questa è la mia previsione per il futuro. Ma, memore della storia di Cassandra, e della morte di Cocles, non voglio che qualcuno mi fracassi la testa con un fascio di bastoni. Preferisco, allora, stemperare il mio pessimismo con le parole della Gitanilla, quelle che la piccola chiromante rivolge alla Signora Clara dopo averle predetto un futuro doloroso:

No llores, señora mía;
que no siempre las gitanas
decimos el Evangelio;
no llores, señora, acaba.

Non piangere, signora mia,
che non sempre le gitane
dicono il Vangelo;
smetti di piangere, signora mia.




Note

1. Gli autori medievali tramandano abbondantemente una leggenda secondo cui il filosofo trovò un trattato di chiromanzia, scritto a lettere d'oro e in lingua araba, su di un altare dedicato al dio Ermes.
2. Pare che con coloro che osano spiare il destino al di là del suo atro e impenetrabile velo, il destino sia spesso amaro, come per una sorta di vendetta. Anche il chiromante Antioco Tiberto, dopo aver predetto a Guido da Bagni che gli sarebbe morto un amico, e a Pandolfo Malatesta, despota di Rimini, che sarebbe stato spodestato e che avrebbe finito i propri giorni in esilio e in povertà, fu imprigionato. Invaghitosi della figlia del carceriere, i due evasero insieme, ma furono presto riacciuffati e decapitati.
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Messaggioda birillino8 il dom feb 04, 2007 3:37 pm

[align=center]Porsi obiettivi ragionevoli[/align]

Cercare di conoscere il futuro non è uno degli obiettivi della chirologia, che studia la mano per una migliore comprensione del carattere.

La prospettiva corretta è quella di osservare le predisposizioni di una persona e i suoi indicatori di vitalità.

La chirologia indirizza il suo studio alla personalità umana, nel contesto del vissuto e delle potenzialità sia fisiche che mentali.

Una maggiore conoscenza del carattere, delle tendenze e predisposizioni è un obiettivo alla portata di chi si dedica seriamente a questa disciplina.


[align=center]Imparare da un libro[/align]

Conviene cominciare con un libro che fornisca in modo chiaro le nozioni fondamentali.

È meglio rimandare gli approfondimenti teorici ad un tempo successivo, quando sarete maggiormente padroni della materia.

I libri disponibili in lingua italiana :

Piera Alba
Scoprite il vostro futuro interpretando le carte e leggendo la mano.
AMZ-Marietti Editrice, Torino, 1977.

A. F. Alfran
L'uomo e la mano.
Faenza Editrice, Faenza, 1977.
Scienza e Ignoto.

Nathaniel Altman
Il sesso nella mano.
Guida pratica di chiromanzia sessuale.
Colonna Editori, Roma, 1986.
Manuali Pratici.

Nathaniel Altman
La sessualità nelle linee della mano.
L'amore, il sesso e le relazioni sociali rivelati dalla chiromanzia sessuale.
Sexual Palmistry.
Armenia Editore, Milano, 1987.

Mary Anderson
Manuale pratico della chiromanzia.
La lettura della mano come guida alla vostra vita.
Palmistry.
Hermes Edizioni, Roma, 1986.

A. A. Anthal
Che cos'è la chiromanzia.
Sansoni Editore Nuova S.p.A., Firenze, 1979.
Enciclopedie Pratiche Sansoni.

Lodovico Armani
Chiromanzia e astrologia viste da un medico.
Fratelli Bocca Editori, Milano, 1952.

Ary di Percsora
Chiromanzia.
La mano, la sorte, il carattere.
Edizioni Acanthus, Milano, 1988.

Hachiro Asano
Il libro completo della chiromanzia.
Hands - The Complete Book of Palmistry.
Hermes Edizioni, Roma, 1987.

Autore non indicato
Antico manuale per fare le carte e leggere la mano.
Edizioni del Gattopardo, Roma, 1970.
Biblioteca dei Divertimenti.

Autore non indicato
L'arte di leggere la mano.
Merlin Atlas der Handlesekunst.
Casa Editrice Bietti, Milano, 1973.

Autore non indicato
Il destino in palmo di mano.
Il primo manuale che svela a tutti i segreti della chirologia.
Editoriale Albero, Milano, 1991.

Leda Ballinari
Leggere la mano.
Editore Mistral, Gruppo Demetra, Sommacampagna (VR), 1993.

David V. Barrett
Chiromanzia.
The Predictions Library - Palmistry.
Tecniche Nuove, Milano, 1997 .
I Libri del Destino.

Mir Bashir
Saper leggere la mano.
The Art of Hand Analysis.
Garzanti Editore, 1974.
I Garzanti.

Franco Bertoncini
Grammatica della nuova chiromanzia.
Manuale pratico per individuare dai segni delle mani carattere, virtù, difetti, destino.
Rizzoli Libri S.p.A., Milano, 1993.
Biblioteca Universale Rizzoli.

Clément Blin
Chirometria.
Votre main.
Edizioni di red./studio redazionale, Como, 1982.
L'altra medicina.

Michele Bovillon, Patrick Rovillier
Il manuale della morfochirologia.
Hobby & Work Italiana Editore, 1998.
ABC.

David Brandon-Jones
Guida alla lettura della mano.
Pratical Palmistry.
Armenia Editore, Milano, 1984.

David Brandon-Jones e Veronica Bennett
La mano barometro della salute.
Your Palm - Barometer of Health.
SIAD Edizioni, Milano, 1986.
Starmeglio.

David Brandon-Jones
La lettura della mano.
L'arte di leggere il futuro, il presente e il passato attraverso la forma, i segni e le linee della mano.
Armenia Editore, Milano, 1996.

Marcel Broekman
Come leggere la mano.
The complete Encyclopedia of pratical Palmistry.
Rizzoli Editore, Milano, 1977.
Biblioteca Universale Rizzoli.

René Butler
Leggiamo la mano.
Les lignes de la main en s'amusant.
Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 1974.
Oscar Mondadori.

S. Campilian
Chiromanzia.
Società Tipografica Editoriale Romana SO.TE.RO., Roma.
Scienze Occulte.

P. Cassoli, E. Marabini
Esperienze triennali di lettura della mano con una sensitiva bolognese: Maria Gardini.
Proposta di nuovo metodo.
Edizioni Minerva Medica.
Anno XLVIII, N. 48 (16 giugno 1957).

P. Cassoli, A. Guarino
Esperienze di lettura della mano con la sensitiva Maria Gardini.
II serie con metodologia modificata.
Estratto dal Giornale Italiano per la Ricerca Psichica.
Fascicolo 1-3, Anno II, 1964.

G. Luigi Cerchiari
Chiromanzia e Tatuaggio.
Istituto Editoriale Cisalpino - La Goliardica, Milano, 1989.
Reprint Antichi Manuali Hoepli (Milano, 1903).

G. Luigi Cerchiari
Fisionomia e Mimica.
Cisalpino Istituto Editoriale Universitario, Milano, 1990.
Reprint Antichi Manuali Hoepli (Milano, 1905).

Clio
Chirologia figurata.
Sistema dizionario.
Società Tipografica Aldo Manuzio, Roma, 1938.

Cesare Cuccurin
L'oroscopo nella vostra mano.
Chiromanzia astrologica. Nuovi indirizzi.
Casa Editrice MEB, Torino, 1995.

Cesare Cuccurin
Come leggere la mano.
Oroscopo, chiromanzia, astrologia.
Casa Editrice MEB, Torino, 1998.

Cesare Cuccurin
Come leggere la mano.
Edizioni Opportunity Books, 1998.

Cesare Cuccurin
Iniziazione alla chiromanzia astrologica.
L'oroscopo in palma di mano.
Edizioni Mediterranee, Roma, 1998.

Cesare Cuccurin
Come leggere la mano.
Edizioni Gulliver.
Manualissimi.

Valter Curzi
Manuale pratico di chiromanzia.
Editore L'Airone, Roma, 1995.

Valter Curzi
Chiromanzia dell'amore.
Editore L'Airone, Roma, 1996.

Valter Curzi
Di che mano sei ?.
Vol. 1 - Qualità e difetti.
Editore L'Airone, Roma, 1997.

Valter Curzi
Chiromanzia della salute.
Editore L'Airone, Roma, 1998.

Bruno Dallapiccola
I dermatoglifi della mano.
Aldo Garzanti Editore s.a.s., Milano.
Collana Monografica Zambon.
Zambon S.p.A., Milano-Vicenza, 1968.

Elizabeth Daniels' Squire
La fortuna nella vostra mano.
Fortune in your Hand.
Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1969.

Alfonso Del Bello
Uomo io ti conosco.
Editori Associati.
Tip. Garzanti, 1940.

Mario Del Gatto
Chirologia & Chiromanzia.
Manuale pratico per leggere la mano, conoscere se stessi e il proprio futuro.
Editrice Atanòr, Roma, 1993.
Esperienze e studi esoterici.

Ottavio Del Vecchio
Come leggere la mano.
Metodo pratico per diventare chiromanti.
Mini Books.
Gli Arcani.

Adolphe Desbarrolles
Trattato pratico di chiromanzia magica.
Rivelazioni Complete. I misteri della mano.
Les Mysteres de la main révélés et expliqués.
Edizioni Rebis, Viareggio, 1988.
Il gatto nero.

Adolphe Desbarrolles
I misteri della mano.
In armonia con la frenologia, la grafologia e la morfopsicologia.
Les Mysteres de la main révélés et expliqués.
Edizioni Mediterranee, Roma, 1992.

Adolphe Desbarrolles
Les Mysteres de la main révélés et expliqués.
Librairie Garnier Fréres, Paris.

Felix Dessì
La mano.
Casa Editrice Federico Elmo, Milano, 1972.

Victor Dimitri
Piccolo Manuale di Chiromanzia.
Editoriale Albero s.r.l., Milano, 1992.
I tascabili di Sirio.
Supplemento al n. 109 di Sirio, maggio 1992.

Victor Dimitri
Manuale di chirologia.
Il primo libro che svela tutti i segreti del nostro destino.
Editore Jackson Libri, 1999.
I nuovi delfini.

R. Dolfini
Linee del destino.
Chiromanzia.
Istituto Editoriale Moderno, Milano, 1936.

A. Droleval
La mano parla.
Chiromanzia e Chirognomonia rivelano personalità carattere e destino.
Edizioni Mediterranee, Roma, 1967.

Gian Carlo Facca
Elementi di chiromanzia.
Studio delle linee della mano.
Istituto Editoriale Cisalpino-Goliardica, Milano, 1976.
Reprint Antichi Manuali Hoepli (Milano, 1932).

Nando Ferpoc
La scienza che rivela il destino di ognuno.
Della chiromanzia e dell'astrologia.
Editore Nerbini, Firenze, 1948.

Maria Pia Fiorentino
La chiromante in casa.
Casa Editrice MEB, Torino, 1975.
Viaggi nel mistero.

Francesco Frisoni
La mano, l'uomo e il suo destino.
Lineamenti storici e teorico-pratici (divinatori e semeiologici) di Chiromanzia.
U. Mursia Editore S.p.A., Milano, 1984.

Maria Gardini
Il libro della mano.
Personalità e destino attraverso la chiromanzia.
Ed. Mondadori, Milano, 1984.

Fred Gettings
Il libro della mano.
The Book of the Hand.
E. Mondadori, Milano, 1969.

Fred Gettings
The Hand and the Horoscope.
Hamlyn Publishing Group Limited, London - New York - Sydney - Toronto, 1973.

G. Ghetti e L. Romanos
L'arte di leggere i segreti della mano.
Trattato pratico di: chirologia chirognomonia chiromanzia.
Armando Gorlini Editore, Milano, 1925.

Martin Gibass
Mani e volto dicono chi sei.
Introduzione alla fisiognomica.
Casa Editrice MEB, Padova, 1984.
Manuali del mistero e dell'occulto.

Conte Louis Hamon (Cheiro)
Cheiro.
Memorie di un grande veggente.
Confessions - Memoirs of a Modern Seer.
Edizioni il Punto d'Incontro, Vicenza, 1994.

Hilarion
I segni del corpo.
I significati nascosti del corpo umano.
Edizioni Crisalide.

K. M. Ho, M. Palmer e J. O'Brien
Linee del destino.
Come leggere i segni del viso e delle mani secondo l'antica tradizione cinese.
Lines of Destiny.
Armenia Editore, Roma, 1988.
L'Uomo e l'Ignoto.

Tatiana Idavic
Leggere la mano.
Guida alla chiromanzia.
Futura Editrice, Padova, 1986.

Johnson da Fidenza (Mario Aimi)
Chirologia.
Scienza delle linee della mano.
Editore Ulrico Hoepli, Milano, 1932.

Jaqueline Joseph
Leggere la mano.
Les Signes de la Main.
Editore Vallardi Industrie Grafiche, Lainate(MI), 1991.
Come Fare.

Alan Kahn, Mark Shap
Come leggere l'amore nella mano.
Am I a good lover?.
Rizzoli Editore, Milano, 1983.

Karmadharaya
Come predire infallibilmente il futuro.
Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1959.
Biblioteca Pratica De Vecchi.

Karmadharaya
Chiromanzia.
Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1974.

Hugh W. Kelsey
Mettete alla prova la vostra lettura della mano.
Gruppo Editoriale Mursia, 1989.

Francis King
Chiromanzia.
Palmistry.
Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1979.

Michio Kushi
Diagnosi allo specchio.
Oriental Diagnosis.
Il Mutamento Pubblicazioni, Bologna, 1978.

Johann Kaspar Lavater
Frammenti di fisiognomica per promuovere la conoscenza e l'amore dell'uomo.
Physiognomische Fragmente zur Befoerderung der Menschenkentniss und Menschenliebe.
Edizioni Theoria, Roma-Napoli, 1989.
I Segni.

Gwen Le Scouézec
Enciclopedia della divinazione.
La chiromanzia.
Encyclopédie de la Divination - Chiromancie .
Newton Compton Editori, Roma, 1973.

Gwen Le Scouézec
La lettura della mano.
Newton Compton Editori, Roma, 1986.
I libri di Gulliver.

Olga Lempiinska
Chiromanzia.
L'arte di leggere la mano.
Palmistry.
Gruppo Editoriale Edicart, Legnano (MI), 1999.
Misteri dell'Antichità.

Pascale Maby
Le vostre mani specchio della personalità.
Dalla chiromanzia alle cure estetiche delle mani.
Vos mains miroirs de la personnalité.
Edizioni Bizzarri, Roma, 1972.
Biblioteca Pratica Bizzarri B.P.B..

Madame de Thèbes
L'enigma della mano.
Trattato scientifico di chiromanzia.
L'Enigme de la Main.
Editrice Atanòr, Roma, 1977.

Juana Marin
Chirologia.
Hobby & Work Italiana Editore, 1994.
I libri dell'Ignoto.

Romayne Marjolin e Hanna Reiner
Guide alla divinazione.
Chiromanzia.
Armenia Editore, Milano, 1998.

Galeotto Marzio da Narni
Chiromanzia.
Chiromantia perfecta.
Casa Editrice Raffaele Pironti & Figli, Napoli, 1951.

Gisele Melluso
L'arte di leggere la mano.
Amore, salute e....
Editore Mistral, Gruppo Demetra, Sommacampagna (VR).

Carlo Mistri
Chiromanzia.
L'arte di leggere la mano.
Edizioni Omega, Milano, 1982.

Carlo Mistri
Chiromanzia e chirognomia nella medicina legale .
Editore Lo Faro, 1996.

Alberto Monti
Come si legge la mano.
Manuale pratico di chiromanzia.
Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1980.

Moreno (Guido Luciani)
Il destino e la vita.
Editore La Prora, Milano, 1937.

Giovanni Morosetti
Chiromanzia.
Lo specchio dell'animo secondo gli ultimi dettami della scienza della Chiromanzia è la mano.
Casa Editrice G. Morosetti, Foligno.

Georges Muchery
La Mort, Les Maladies, L'Intelligence, L'Hérédité.
Indiquées immédiatement par l'analyse des empreintes des mains.
Éditions du Chariot, Paris, 1977.

Georges Muchery
La Mort, Les Maladies, L'Intelligence, L'Hérédité.
Indiquées immédiatement par l'analyse des empreintes des mains - Planches.
Éditions du Chariot, Paris, 1977.

Georges Muchery
Traité Complet de Chiromancie Déductive et Expérimentale.
Éditions du Chariot, Paris, 1980.

Georges Muchery
Manuale Completo di Chiromanzia.
Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1988.
Il potere del serpente (raccolta di testi magici e scienze occulte).

Myriam (Clotilde De Maestri Messina)
La mia esperienza chiromantica.
Studio di chirologia chiromantica.
Fratelli Bocca Editori, Milano, 1949.

Papus
Comment on Lit dans la Main.
Société d'Editions Littéraires et Artistiques, Paris, 1902.

Papus
Chiromanzia sintetica e analitica.
Editrice Atanòr, Roma.

Marc Perrier
Chiromanzia.
L'avvenire nelle mani.
Edizioni Cartedit, Monte Cremasco (CR), 1993.

Manuela Pompas
Come leggere il vostro futuro.
Tutto quello che avreste voluto sapere per diventare chiromanti cartomanti e sensitive.
Rusconi, 1978.
Le margherite di GIOIA.
Supplemento al n. 15 di Gioia, 1978.

Benito Raineri
Manuale pratico di chiromanzia .
Nuovi Autori Editore, 1990.

Josef Ranald
Les Mains Parlent.
Le Livre de Poche, Paris, France, 1956.

Litzka Raymond Gibson
Come si legge la mano.
How to read palms.
Edizioni Piemme, Casale Monferrato (AL), 1991.

Lori Reid
Come leggere la mano.
Family Matters - Palmistry.
Nuova Ulisse Edizioni, Bologna, 1991.

Lori Reid
Leggere la mano.
Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1997.

Nancy Ruspoli de Charbonniéres
La mano.
Energia armonia azione.
Edizioni Mediterranee, Roma, 1989.

Gino Sabattini
La mano.
Quello che dice la mano.
Edizioni Mediterranee, Roma, 1954.

Gino Sabattini
Il vero chiromante.
Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1990.
Il potere del serpente (raccolta di testi magici e scienze occulte).

Gino Sabattini
Quello che dice la mano.
Trattato pratico di chiromanzia.
Edizioni Il Torchio, Roma, 1998.

Gino Sabattini
La lettura della mano.
Libritalia Editore.

Cécile Sagne
Le mani.
Arts Divinatoires - Les Mains.
Sugarco Edizioni, Milano, 1978.
Arti Divinatorie.

Comte C. de Saint-Germain
The Practice of Palmistry per Professional Purposes.
Newcastle Publishing Company, Inc., Hollywood, California, 1973.

José Antonio Sanjuan
Chiromanzia.
Hobby & Work Italiana Editore, 1993.
I libri dell'Ignoto.

Laila Shemesh
Come predire scientificamente il futuro.
Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1972.

Paul Simon
Come leggere la mano e usare il pendolo.
Sirio s.r.l., Segrate (Milano) 1986.
Biblioteca di SIRIO.
Supplemento al n. 36, Aprile 1986, di Sirio.

George Soulié de Morant
Leggi la tua mano alla cinese.
Traité de Chiromancie chinoise.
Casa Editrice MEB, Torino, 1982.
Manuali del mistero.

George Soulié de Morant
Trattato di chiromanzia cinese tradizionale.
Divinazione e scienza nell'esame della mano.
Les sciences occultes en Chine: La Main.
Edizioni di red./studio redazionale, Como, 1987.
L'Altra Medicina studio.

George Soulié de Morant
Trattato di chiromanzia cinese.
Come interpretare le linee della mano. Cenni di pedomanzia.
Casa Editrice MEB, Torino, 1997.

Julius Spier
Le mani dei bambini.
Introduzione alla psicochirologia.
Editrice Nuova IPSA, 1999.
Quaderni del Viveremeglio.

Marten Steinbach
Chiromanzia medica.
Salute e carattere dalle linee della mano.
Medical Palmistry.
Armenia Editore, Milano, 1977.

Laura Tuan
Corso di Chiromanzia.
L'arte antica di leggere il futuro sulla mano.
Giovanni De Vecchi Editore, Milano, 1993.

Ursula von Mangoldt
Il destino nella mano.
Schicksal in der Hand.
Siad Edizioni, Milano, 1980 .

Charlotte Wolff
The Human Hand.
Methuen & C. Ltd., London.

Justina Zdrebanska
Leggere la mano.
Dlan Tumacenje.
La Tartaruga Edizioni, Milano, 1984.
Il Quadrifoglio.

Milena Zorab
La vera lettura della mano.
Edizioni Anthropos , Roma, 1980.

Milena Zorab
La lettura della mano.
Fratelli Melita Editori.
Casa Editrice Anthropos, 1987.

Finché si è principianti, non è utile mettersi alla ricerca di libri antichi o esauriti.

Nella scelta del libro da cui cominciare, non lasciatevi sviare dal titolo: anche se nel titolo c'è la parola "chiromanzia", gran parte dei testi trattano comunque di chirologia, cioè dell'interpretazione del carattere.
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Messaggioda birillino8 il dom feb 04, 2007 3:41 pm

[align=center]Osservare le mani[/align]

Mentre leggete il vostro primo manuale sulla lettura della mano, osservate la vostra mano per riconoscere i segni descritti nel libro.

Cercate di mantenere un certo distacco, non identificatevi con i caratteri associati ad ogni segno.

Chiedete poi semplicemente di poter osservare la mano dei vostri amici, senza affermare che la sapere già leggere: un po' di umiltà vi sarà certamente utile.

Questa prima serie di osservazioni vi permetterà di confrontare la vostra mano con quella di altre persone: bambini, anziani, uomini e donne.


[align=center]La mano "prevalente"[/align]

Con la guida di un buon libro, imparerete a osservare entrambe le mani e a confrontare le linee presenti nella mano sinistra con quelle nella mano destra.

Questo vi servirà comunque a poco, se non avrete posto attenzione a quale mano è prevalente.

In generale per la scrittura questa è la mano destra, mentre i mancini tenderebbero ad utilizzare la mano sinistra se, come spesso avviene, non fossero stati indirizzati all'uso della destra.

A voi in realtà interessa conoscere quale mano è prevalente anche per la gestualità ed ogni altra azione abituale.

È perciò opportuno che facciate incrociare le mani, intrecciando le dita: il pollice della mano prevalente rimane al di sopra dell'altro.

Come avrete appreso, nella mano non prevalente le linee (e le loro terminazioni) rimangono pressoché immutate negli anni e mostrano le caratteristiche innate, mentre nella mano prevalente si discostano dal modello ancora presente nell'altra mano, esprimendo in tal modo le caratteristiche acquisite.


Quando nel manuale che state leggendo si parlerà di mano grande o di linee profonde, poiché queste caratteristiche non sono assolute, ma si riferiscono ad un valore medio, riuscirete a farne una prima valutazione solo dopo aver osservato parecchie mani.

[align=center]Le caratteristiche da osservare[/align]

All'inizio conviene concentrarsi su pochi aspetti: la forma del palmo e delle dita, le lunette e i solchi delle unghie, le impronte digitali, l'andamento delle linee principali (della vita, della testa e del cuore) e della linea del destino, se presente.

Non è produttivo, nella prima fase di apprendimento, focalizzare l'attenzione né sui piccoli segni - griglie, stelle o croci - né sulle formazioni come i quadrati o i triangoli.

Partendo dalla mano ben distesa, una lieve chiusura delle dita unite fra di loro, come anche delle dita - in particolare del pollice - flesse singolarmente rispetto al palmo, accentua le linee principali e aiuta a osservare con la massima cura la loro terminazione, ove a volte si trovano brevi rami ascendenti o discendenti.

Cercate di seguire sempre lo stesso ordine nell'osservazione della mano, cominciando dal dorso, che vi fornisce indicazioni più generali, e proseguendo con le linee principali, per finire poi con le linee secondarie che si riferiscono ad aspetti particolari.
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Messaggioda birillino8 il dom feb 04, 2007 3:44 pm

[align=center]Aiutarsi con qualche strumento[/align]

Per osservare le linee e, soprattutto, le impronte digitali, i cosiddetti dermatoglifi, potrete aiutarvi con una lente d'ingrandimento a luce radente.

Queste lenti si trovano facilmente nei negozi di ottica, vengono spesso usate per filatelia o come contafili.

La presenza di una pila nel manico, che produce una luce obliqua rispetto all'area ingrandita, fa risaltare molto bene i minuscoli solchi delle impronte digitali e la terminazione delle linee.

Potrà esservi anche utile un metro flessibile, di quelli usati dai sarti, per misurare la circonferenza del polso, mentre un doppio decimetro vi potrà servire per la lunghezza della mano e poi, più in particolare, la lunghezza e larghezza del palmo e la lunghezza delle dita.


[align=center]Leggere la mano dalle fotocopie[/align]
Poiché durante il vostro studio non avrete a disposizione la mano dei vostri amici per molte ore di seguito, vi sarà utile compiere le vostre prime osservazioni sulle fotocopie.

È sufficiente appoggiare la mano sul piano in vetro della fotocopiatrice, con le dita allargate in modo naturale.

La mano non deve essere premuta contro il vetro.

Per il miglior impiego delle fotocopie, farete una copia di entrambe le mani fino al polso, fotocopiando anche il dorso, per poter poi osservare con calma, fra l'altro, anche la forma delle dita e delle unghie.

Una mano piuttosto grande potrà richiedere fotocopie in formato A3, altrimenti il comune formato A4 andrà bene.


[align=center]Leggere la mano a più gente possibile[/align]

Quando avrete acquisito un minimo di sicurezza, cominciate a leggere la mano a più gente possibile, nell'ambito dei vostri conoscenti, limitandovi a quanto la chirologia può indicare: gli aspetti del carattere, le tendenze e predisposizioni.

È meglio fare poche enunciazioni precise, per le quali siete abbastanza sicuri, in quanto ne avete trovato conferma contemporaneamente da più segni nel palmo o nel dorso della mano, piuttosto che dare molte indicazioni vaghe e generiche.

Al temine delle vostre affermazioni chiedete se chi vi ha sottoposto la mano all'interpretazione si riconosce in quanto avete detto, cercando di comprendere il motivo delle eventuali discordanze.

Ad ogni lettura la vostra esperienza aumenterà, anche se di poco, e vi renderà più consapevoli delle vostre capacità.

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Messaggioda birillino8 il dom feb 04, 2007 3:47 pm

[align=center]Un piccolo archivio[/align]

Vi sarà utile archiviare le fotocopie delle mani, aggiungendo, per ogni persona che avete studiato, una scheda con il nome o uno pseudonimo, le misure della mano che avete preso e altre indicazioni non presenti o poco evidenti nelle fotocopie, come lo stato delle unghie, la temperatura e sudorazione della mano, la flessibilità delle dita rispetto al palmo, l'apertura laterale del pollice e del mignolo, sia assolute che comparate fra le due mani.

A distanza di tempo, con l'aumentare della vostra esperienza, potrete rivedere le schede e le fotocopie osservando quanto in precedenza vi era sfuggito.

Potrete anche rifare le fotocopie, a distanza di almeno un anno, per osservare le eventuali differenze nelle linee, soprattutto nella linea del destino e nella terminazione delle linee principali.



[align=center]Un approccio costruttivo[/align]

Avvicinatevi alla lettura con sentimenti di simpatia o, per meglio dire, di empatia verso chi vi porge le sue mani.

Se qualcuno vi è antipatico, evitate di leggergli la mano.

Nel caso siate delusi dai legame affettivi, rifiutate di dare responsi relativamente alla compatibilità di coppia: nel vostro stato d'animo, potreste inconsapevolmente nuocere alla coppia in una fase forse delicata del suo rapporto.

Se una donna, poco prima del matrimonio, vi chiede se fa bene a sposarsi, non leggetele la mano, ma cercate di aiutarla a capire che queste risposte può trovarle solo cercando dentro se stessa, approfondendo con calma e fiducia il rapporto con il partner.

Noterete che c'è anche chi usa la lettura della mano per cercare di "accalappiare" la persona per cui prova interesse: se la passione per la chirologia non è autentica, chi lo fa non solo svilisce quest'arte, ma anche se stesso, mostrandosi meschino.


[align=center]Stabilire criteri oggettivi[/align]

Accenno brevemente a questo tema, che merita una trattazione più ampia.

Quando si può dire che un palmo è "allungato" oppure che delle dita sono "corte", che una mano è "piccola" o che il dito indice è "lungo"?

Secondo quanto riportano normalmente i testi, un palmo è allungato quando la larghezza è meno degli otto decimi della larghezza, le dita sono lunghe quando vanno oltre gli otto decimi della lunghezza del palmo, una mano è normalmente circa un decimo dell'altezza della persona, un indice è lungo quando la sua lunghezza supera quella del dito medio.

Queste indicazioni, anche se approssimate, possono diventare una base di partenza per l'osservazione.

Mentre state ancora iniziando lo studio della mano vi aiuterete misurando le dimensioni della mano, come indicato sopra ("Aiutarsi con qualche strumento"), mentre sul campo potrete fidarvi solo della vostra sensibilità.

Una buona idea è di usare anche la vostra mano come strumento di misura.

Nella fase di apprendimento, dopo aver misurato un polso, cercate di circondarlo con il pollice e l'anulare e successivamente con il pollice e il mignolo.

Sapendo, dopo le vostre prove, a quanto corrispondono queste lunghezze, potrete valutare la circonferenza di un polso in maniera abbastanza precisa, quando non avrete un metro a disposizione.
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Messaggioda birillino8 il dom feb 04, 2007 3:48 pm

[align=center]Cercare una convalida[/align]

È abbastanza difficile verificare quanto si afferma con la lettura della mano, poiché molte persone sono influenzabili e si riconoscono facilmente nei caratteri delineati dall'interpretazione.

Una strategia, empirica ma efficace, si può mettere in atto interpretando il carattere di due persone che non conosciamo, ma che fra di loro si conoscono molto bene.

Sto pensando a due fratelli, oppure a due intimi amici: l'ideale sarebbero due gemelli monozigoti, ma non li troverete facilmente.

Prima dell'interpretazione chiederete ai due soggetti di non parlare o mandare segnali di assenso o diniego, ma di rimanere passivi senza fissarvi negli occhi.

Le vostre affermazioni saranno tutte relative alle differenze di carattere, ad esempio: "Sei più razionale di tuo fratello, hai una maggiore capacità di relazioni sociali rispetto a lui" e così via.

Alla fine sarà molto più facile per voi chiedere ai soggetti se sono d'accordo o meno con le differenze che avete rilevato e le risposte vi forniranno un quadro esatto dei risultati ottenuti
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Messaggioda birillino8 il mer feb 07, 2007 11:46 pm

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Mano
Caratteristiche
La mano è l'oggetto di studio della chirologia; la dimensione delle mani offre una prima indicazione sul carattere.
La lunghezza della mano corrisponde all'incirca ad un decimo dell'altezza della persona, come pure alla distanza fra mento e attaccatura dei capelli o poco meno.
Mani molto piccole segnalano grande sensibilità, così come allegria, incostanza e immaginazione.
Mani molto grandi indicano scarsa sensibilità e intelligenza analitica, come pure lentezza nelle reazioni istintive; mani grandi con braccia corte si associano a grande aggressività.
Colore, temperatura e umidità della mano rivelano le condizioni psico-fisiche del soggetto.
Mani rosee mostrano affettività ed allegria, mani rossastre sia ottimismo che collera e mani molto pallide o giallastre nervosismo, scarsa energia e chiusura interiore.
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Messaggioda birillino8 il mer feb 07, 2007 11:48 pm

Mano

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Dorso

Nel dorso flessibilità delle articolazioni, grana della pelle e pelosità rivelano caratteristiche importanti.
Mani rigide possono mostrare sia animo risoluto ed energia che goffaggine e timidezza. Mani flessibili mostrano adattabilità, mentre mani cedevoli e molli indicano il carattere debole di chi è facilmente influenzabile.
Mani con pelle ruvida esprimono senso pratico, mentre mani con pelle fine indicano delicatezza nei sentimenti.
Ultima modifica di birillino8 il gio feb 08, 2007 10:44 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda birillino8 il mer feb 07, 2007 11:50 pm

Prevalenza

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Per il valore da dare ai segni è importante riconoscere la mano prevalente che, comunemente intesa, è quella più utilizzata sia per la scrittura che nelle varie attività in cui la mano è coinvolta.
In casi dubbi, l'incrocio automatico dei pollici mentre si uniscono le mani aiuta a determinare qual'è la mano prevalente per la chirologia: il pollice della mano prevalente viene sempre posto al di sopra dell'altro.
La mano sinistra esprime la nostra parte più femminile, la nostra affettività, sensibilità, fantasia e senso estetico, mentre quella destra la parte maschile, pensiero logico, razionalità e comportamento attivo.
In caso di prevalenza sinistra abbiamo immaginazione vivace e scarsa adattabilità alle convenzioni sociali, se la prevalenza è destra riscontriamo razionalità e conformismo.
La mano prevalente presenta spesso, rispetto all'altra, un maggior numero di linee ed è importante definire in che modo tali linee si sono differenziate (o comunque sono diverse) da quelle della mano non prevalente, considerata meno mutevole.
La mano prevalente (più usata) tende a mostrare gli aspetti del nostro carattere che si esprimono più facilmente nella vita di tutti i giorni.
La mano non prevalente (meno utilizzata) rivela le nostre caratteristiche innate, le qualità latenti e inespresse, le parti di noi che ci piacciono di meno e che abbiamo cercato di modificare.
Ultima modifica di birillino8 il gio feb 08, 2007 4:24 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda birillino8 il mer feb 07, 2007 11:56 pm

Dita

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La grande mobilità delle dita è uno degli aspetti che maggiormente caratterizza la mano, con ampie possibilità di movimento autonomo, oltre che per il pollice, anche per l'indice e il medio, mentre anulare e mignolo sono meno indipendenti nel movimento reciproco.
Dita corte sono proprie di persone vivaci e impazienti, mentre dita lunghe si adattano maggiormente a individui più riflessivi, precisi e pazienti.
Le dita lisce portano a comportamento impulsivo e presenza di spirito, mentre quelle nodose a ponderazione, ordine e metodo.
Tradizionalmente un nodo all'altezza dell'articolazione fra falangina e falangetta si chiama filosofico o dell'ordine mentale e dovrebbe individuare persone difficili da convincere, lente nel ragionare e che accettano le idee altrui solo dopo attenta riflessione.
Le dita a punta o affusolate indicano intuizione, ispirazione e tendenze idealistiche, come anche incostanza: il cosiddetto temperamento artistico.
Dita che terminano con forma quadrata segnalano razionalità, carattere riflessivo e senso pratico: le qualità del tecnico.
Dita tenute abitualmente ravvicinate denotano cautela e conformismo, mentre ben divaricate nella loro postura abituale mostrano maggior coraggio e indipendenza.
Dita diritte e ben parallele fra di loro portano alla rara dote dell'equilibrio.
Ultima modifica di birillino8 il gio feb 08, 2007 4:26 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda birillino8 il mer feb 07, 2007 11:58 pm

Palmo

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La forma del palmo è il primo e più importante segno presente nella mano.
Un palmo stretto, di forma allungata, con ossatura delicata e profilo sottile, è indicatore di introversione e carattere riflessivo, a cui corrisponde un'energia fisica ridotta. Introspezione, acume e sensibilità si uniscono spesso a insicurezza.
Un palmo largo, con forma che si avvicina ad un quadrato, ossatura robusta e cuscinetti compatti, è comune in persone estroverse e intraprendenti, che si fanno valere con facilità, aiutate da una energia fisica di cui sono ben consapevoli.
Per quanto riguarda le linee, numerose linee sottili con andamento verticale rafforzano gli aspetti di introversione di chi ha il palmo stretto, mentre le caratteristiche di estroversione di chi lo ha largo vengono confermate da poche linee profonde, con andamento orizzontale.
Le varie combinazioni di forma del palmo e delle dita definiscono il tipo di mano secondo lo studio della cosiddetta chirognomia.
Ultima modifica di birillino8 il gio feb 08, 2007 4:28 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda birillino8 il gio feb 08, 2007 12:00 am

Pollice

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Il pollice, opponibile alle altre dita, differenzia la mano dell'uomo dagli arti superiori di ogni altra specie animale.
Mediamente il pollice, accostato alle dita, arriva alla metà della prima falange dell'indice.
Un pollice corto rispecchia una limitata energia vitale, con lo scarso autocontrollo di chi si lascia prendere dall'emotività.
Un pollice lungo indica grande vitalità, forte volontà e notevole autocontrollo.
Una mano chiusa a pugno con il pollice situato abitualmente all'interno delle dita è segno regressivo presente in persone malate o anziane; lo stesso segno è comune nel bambino molto piccolo.
Da tali osservazioni si desume che, mentre il pollice sopra le altre dita indica decisione e aggressività, quando è situato all'interno segnala una persona timorosa e rinunciataria.
Per quanto riguarda la massima apertura del pollice, un'apertura laterale maggiore di novanta gradi segnala curiosità e apertura mentale, mentre quando è minore indica circospezione e carattere conservatore.
Una falange unghiata lunga indica forte volontà con comportamenti che possono divenire anche poco ragionevoli, mentre quando è corta mostra le capacità logiche che permettono di consigliare gli altri più che di agire con determinazione.
Ultima modifica di birillino8 il gio feb 08, 2007 4:30 pm, modificato 1 volta in totale.
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