Draghi

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Draghi

Messaggioda Soleanna1 il dom ott 30, 2005 8:51 pm

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[align=center]Dopo i Balrog, i draghi furono le più terribili e mostruose creature al servizio di Morgoth. Grande era la varietà di forma dei draghi: così quelli minori sono freddi come è la natura delle bisce e dei serpenti, e parecchi di loro, dotati di ali, avanzano con velocità e fragore enormi; ma i più poderosi sono caldi, pesantissimi e lenti. Certi sputano fiamme e il fuoco guizza sotto le loro scaglie e, in questi, l'avidità, la cupidigia e l'astuta cattiveria sono superiori più che in ogni altra creatura. Inoltre possiedono astuzia e sapienza enormi.
(da "Dizionario dell'Universo" di J.R.R. Tolkien)
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Fin dagli albori dei tempi, i miti e le leggende sono state popolate di mostri incantati, dalla forza sovrannaturale. I più potenti erano i draghi: creature con il corpo di serpente, le zampe da lucertola, gli artigli da aquila, le fauci di un coccodrillo, i denti di un leone, le ali di un pipistrello. I draghi avevano incredibili poteri sovrannaturali e, soprattutto, erano malvagi e distruttivi. In ogni mito, in ogni leggenda occidentale, il drago fa la parte del cattivo. L’origine dei draghi si perde nei meandri della storia dell’uomo: infatti compaiono nelle leggende di popoli del passato, sia europei che orientali, ma la loro concezione è notevolmente differente; mentre nelle zone occidentali i draghi erano considerati l’incarnazione del male, portatori di distruzione e morte, in oriente erano visti come potenti creature benefiche.
I draghi sono sempre stati descritti come delle creature simili a enormi serpenti, con grandi arti anteriori e posteriori, dotati di fauci enormi e artigli taglienti.
Normalmente venivano descritti con il corpo pieno di squame protettive e capaci nella maggior parte dei casi di sputare fuoco e di volare grazie a grandi e potenti ali.
Nelle leggende, i draghi sono visti come creature prodigiose: si riteneva che le ossa, così come il loro sangue, potessero avere elevate proprietà curative.

I draghi si dividevano in diverse categorie:

Draghi celesti: di colore simile ad un verde molto chiaro, erano a guardia del cielo ed erano gli unici ad avere 5 artigli per zampa;

Draghi spirituali: di colore azzurro, erano i più venerati in quanto guardiani del vento, delle nuvole e dell’acqua, e quindi da loro dipendeva il raccolto dei contadini;

Draghi terrestri: di colore verde smeraldo, erano i guardiani dei corsi d’acqua, regolandone il flusso e vivendo nelle profondità dei fiumi;

Draghi sotterranei: di colore dorato, erano i custodi di grandi ed immensi tesori e dispensatori di felicità eterna;

Draghi rossi e Draghi neri: creature violente e bellicose, che si scontravano continuamente nell’aria causando con la loro energia violente tempeste.


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Soleanna1
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Messaggioda Misscoty il lun apr 30, 2007 10:00 pm

[align=center]I DRAGHI NELLE DIVERSE MITOLOGIE[/align]

BABILONIA: i Babilonesi scrissero che prima che la luce fosse separata dall’oscurità e che il tempo avesse inizio, il dio Marduk scovò e distrusse Tiamat, drago nemico dell’ordine e suo progenitore.
Spezzò il corpo a metà: con una modellò il firmamento, dall’altra la terra.
Nei cieli, costruì una grande dimora per gli dei e installò le stelle e la luna come guardiane del tempo. Con il sangue di uno dei figli di Tiamat, creò gli esseri umani affinché servissero gli dei.

EGITTO: la presenza del drago era messa in relazione con ogni cambiamento; persino l’alternarsi del giorno e della notte, descritti come il viaggio di Ra, il dio del Sole, venivano attribuiti a lui.
Sovrano dei cieli, Ra saliva a bordo della sua nave ad ogni alba e attraversava i cieli da est a ovest aiutato dal suo equipaggio composto da dei e anime dei defunti.
Per cavalcare i cieli, il dio del sole doveva combattere e sconfiggere il drago. Ogni sera quando Ra si posava dietro all’orizzonte occidentale si dirigeva a bordo della sua nave nelle viscere della terra e oltrepassava il regno dei morti, dove la potenza di Apopi non conosceva pari.
Questo cercava ogni notte di distruggere Ra e ogni notte quest’ultimo veniva salvato da un esercito celestiale condotto da Seth, dio delle tempeste dal volto di iena.
Ad ogni spuntare dell’alba, Apopi veniva sconfitto, intrappolato dagli spiriti del cielo che si rischiarava, decapitato da Seth e fatto a pezzi.
Ogni giorno il corpo del drago veniva ricostituito e il ciclo del conflitto si ripeteva.

GRECIA: all’inizio dei tempi Tifone, ultimo dei titani, le prime divinità onnipotenti della Grecia, uscì dal suo nascondiglio in Asia Minore diretto verso il monte Olimpo per distruggere gli dei.
Il suo aspetto era terrificante: era così alto da torreggiare al di sopra delle montagne, aveva cento teste di drago, ognuna con occhi ardenti e una bocca gigantesca che sputava fuoco e vomitava sassi. Vero figlio del caos, ovunque passava, distruggeva tutto con la furia della tempesta (il termine “tifone” deriva proprio dal suo nome).
Solo Zeus tra tutti gli dei non fuggì di fronte a Tifone. La battaglia divampò dalla Grecia alla Siria, dove i grandi solchi scavati nella lotta divennero dei fiumi. Zeus trascinò il mostro fino al mar Ionio, dove cadde, le teste si contorcevano e vomitavano, mentre il giovane dio strappava un’isola dal mare e la gettava sul mostro.
Così nasceva la Sicilia e la montagna che sorse sul corpo di Tifone divenne l’Etna.
Agli antipodi del mondo sorgeva un’isoletta chiamata “il giardino dell’Oceano”, sulla quale cresceva un albero dalle mele d’oro.
Poiché un morso di quel frutto avrebbe consentito ad un essere mortale di acquisire il sapere degli immortali, gli dei avevano inviato Ladon, il drago che non dormiva mai, a guardia dell’albero.
Un re mortale mandò Ercole in cerca delle mele. Questo convinse il dio Atlante, sulle cui spalle poggiava il cielo, a raggiungere il giardino incantato e raccogliere il frutto magico.
Mentre il dio era impegnato nella missione, Ercole prese il suo posto e sostenne il cielo fino a quando Atlante non tornò con le mele.
Giasone, il giovane figlio del re di Tessaglia, partì alla ricerca del vello di un ariete d’oro, una reliquia magica in grado di volare, pensare e parlare, sacrificato anni prima nel regno della Colchide, sul Mar Nero.
Questo era custodito da un drago che non dormiva mai. Giasone salpò a bordo della nave Argo, in compagnia di numerosi eroi greci, fra i quali Ercole, Teseo e Orfeo.
Giunti a destinazione, Eete, re di Colchide, decise che si sarebbe separato dal prezioso tesoro solo se Giasone fosse riuscito a seminare nella terra i denti del drago; il re sapeva bene che quei denti sarebbero riemersi nel terreno sotto forma di soldati, che si sarebbero avventati sul giovane.
I piani del re furono tuttavia sventati dalla figlia Medea, una maga dai grandi poteri innamoratasi di Giasone che le promise di sposarla se lo avesse aiutato; così, quando il giovane seminò i denti nel terreno, questi riemersero come previsto ma il giovane lanciò in mezzo a loro un sasso magico datogli da Medea e si scontrarono tra loro.
Dopo aver eliminato quel primo ostacolo, Giasone raggiunto il drago armato di una pozione magica che induceva il sonno.
Appena la bestia cadde addormentata, l’eroe prese il vello e salpò immediatamente per la Tessaglia, portando con sé Medea.

NORVEGIA: secondo un’antica credenza norvegese, un albero immenso chiamato Yggdrasil si estendeva dalla volta celeste fino alle profondità degli inferi.
Nidhoggr, un drago feroce, mordeva continuamente le radici dell’albero nel tentativo di distruggere l’ordine della creazione, che tuttavia possedeva un battaglione di difensori.
Tre esseri simili a divinità, chiamati Norms, sedevano accanto al drago tessendo il filo del destino dei mortali.
Due cervi brucavano le foglie dell’albero e bagnavano la terra con la rugiada che si posava sui loro palchi. Una capra rosicchiava la corteccia dell’albero e forniva l’idromele per gli eroi mortali che avrebbero liberato il mondo dai draghi.
Fra gli uccelli appollaiati sui rami, l’aquila era la più grande e pericolosa nemica dei terribili mostri.

CINA: In un’epoca antica, senza inizio e senza fine. Tian Ti, l’imperatore dei cieli, osservò la crescente malvagità della razza umana e come punizione, provocò una grande inondazione:
I campi di riso vennero allagati da una pioggia incessante, i tetti delle case crollarono e i fiumi uscirono dagli argini; in breve tempo la terra venne completamente sommersa dall’acqua e le speranze di sopravvivenza della razza umana sembravano minime. Yù, un giovane dio, ebbe pietà degli uomini e pregò Tian Ti affinché gli permettesse di intervenire per salvarli.
L’imperatore rendendosi conto che gli uomini avevano sofferto a sufficienza, acconsentì, agitò una mano e subito apparve una gigantesca tartaruga nera che si incamminò portando sul dorso della terra magica necessaria per assorbire l’acqua e creare nuovo terreno fertile.
Dopo di che, il sovrano convocò un drago alato dalle squame verdi che si unì al giovane dio nella ricostruzione del pianeta.
Yù, la tartaruga e il drago discesero dal cielo sul globo terrestre, dove lavoravano alacremente: distribuirono il terreno magico e crearono pianure e montagne.
Sotto il comando di Yù il drago volò con la punta della coda piantata nella terra, creando nuovi corsi d’acqua che avrebbero reso le pianure verdi e lussureggianti.
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