Henri Rousseau

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Henri Rousseau

Messaggioda Soleanna1 il sab giu 09, 2007 3:50 pm

Henri Rousseau

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[align=justify]Henri Rousseau (Laval, 21 maggio 1844 – Parigi, 2 settembre 1910), detto anche il doganiere, è stato un celebre pittore francese.

Henri Rousseau nacque a Laval, nella Francia settentrionale, il 21 maggio 1844; il padre era un fabbricante di lampade ad olio, la madre era nipote di un ufficiale della fanteria di Napoleone.
La sua casa natale è una romantica torre del medioevo che un tempo faceva parte delle fortificazioni della città (Porte Beucheresse).

Nel 1855 l’attività della famiglia fallì e la famiglia fu costretta a lasciare Porte Beucheresse ed a vivere ai limiti dell’indigenza.
Durante questo periodo Henri continuò gli studi svogliatamente, tanto da non riuscire a diplomarsi; era interessato soprattutto dalla poesia e dalla musica.
Trovò un posto, mal pagato, presso uno studio legale come impiegato; in seguito, sorpreso a rubare dei francobolli, fu licenziato.
Decise allora di arruolarsi in fanteria, ma prima di unirsi al suo reggimento venne condannato ad un mese di prigione nel carcere di Pré Pigeon.

Nei successivi anni Henri si inventò storie fantastiche sulla sua vita militare, raccontando di essere stato in Messico dove venne coinvolto in tentativi di salvataggio dell’imperatore Massimiliano; in verità Rousseau passò tutto il periodo di ferma (1864-1868) come clarinettista presso il 52° reggimento rimanendo sempre soldato semplice.
Dopo il congedo ritornò a lavorare come ufficiale giudiziario e cominciò a frequentare Clémence Boitard, figlia di un commerciante di mobili, che poi sposò nel 1869.
Dei loro sette figli, cinque morirono durante l’infanzia, un sesto morì all’età di diciotto anni e solo una figlia, Julie, sopravvisse fino alla maturità.

Nel 1871 Henri, grazie all’aiuto di un cugino della moglie, venne assunto al dazio di Parigi (per questo sarà soprannominato “il Doganiere”).
Poiché il lavoro non era troppo faticoso e lasciava molto tempo libero, incominciò a dedicarsi alla pittura, realizzando il suo primo dipinto nel 1877.

Nel 1884 ottenne il permesso di frequentare il Louvre per fare copie dei dipinti, dedicandosi alla pittura da autodidatta.
Successivamente il pittore decise di esporre i suoi quadri, ma sulla data esatta la questione è alquanto controversa: secondo lo stesso Henri due suoi quadri vennero esposti al Salon des Indépendants del 1885 ma ritirati subito perché sfregiati da un visitatore.
Non esistono documenti a sostegno di questa tesi, più probabilmente il debutto avvenne al Salon dell’anno successivo, dove espose quattro tele.

Nel 1891 eseguì la sua prima tela a soggetto esotico: questa ambientazione venne ripresa continuamente, suscitando incomprensione ed ironia da parte dei critici, che ne derisero le limitate capacità tecniche mettendo in evidenza l’incongruenza della vegetazione, che non è reale ma frutto della sua straordinaria fantasia.

Per anni i critici rinfacciarono a Rousseau di non aver seguito studi regolari all’Accademia di Belle Arti o nell’atelier di un pittore accademico; inoltre, il suo rifiuto di frequentare i luoghi di ritrovo degli artisti dell’avanguardia del periodo portò i suoi colleghi ad emarginarlo e a criticarlo per le evidenti incongruenze stilistiche, tipiche di un autodidatta.

Venne considerato un semplice e modesto “pittore della domenica”: questo gli valse l’appellativo, inizialmente denigratorio ma in seguito destinato ad avere molta fortuna, di pittore ingenuo, naif.

Col passare del tempo si assiste ad un’evoluzione del suo stile, che diventa più attento alle proporzioni, alla prospettiva e alla distribuzione della luce, meno piatta ed irregolare rispetto al passato: mentre nelle prime opere si ha una descrizione minuziosa di dati realistici, fissati sulla tela ignorando le relazioni prospettiche, nelle opere mature Rousseau realizza uno spazio bidimensionale che, insieme al colore irreale, trasforma i personaggi in miti ed emblemi, negando e superando la conoscenza razionale del tempo e dello spazio.

I critici, che da sempre lo attaccavano, cominciarono ad ammorbidirsi, anche se continuarono a ritenerlo un pittore di scarso talento.

Nel periodo tra il 1886 e il 1910 il pittore espose regolarmente le sue opere al Salon, tranne in due occasioni.
Il successo delle mostre convinsero Rousseau a dedicarsi completamente alla pittura e a lasciare il suo lavoro presso l’ufficio del dazio; per arrotondare la sua pensione, si dedicò ad insegnare musica e a fare il suonatore ambulante.

Nel 1893 conobbe Alfred Jarry, un giovane poeta e commediografo, il quale lo presentò a letterati d’avanguardia: Apollinaire e Mallarmé.

Nel 1899 si sposò una seconda volta con Joséphine Noury che morì nel 1903, dopo quattro anni di matrimonio.
L’anno successivo venne trascinato in tribunale per insolvenza da un fornitore di materiale artistico.

Nel 1905 espose al Salon d’Automne con pittori del calibro di Henri Matisse, Paul Cézanne e Georges Braque.

Pur vendendo un buon numero di quadri, il pittore rimase sempre povero e in continue difficoltà economiche, in quanto vendette le sue opere a poco. Fu condannato per un tentativo di truffa ai danni della Banca di Francia nel 1907 per colpa di un amico che lo aveva ingannato.

Negli ultimi anni della sua vita la sua visione da sogno e da favola venne compresa da alcuni intellettuali, che iniziarono una rivalutazione critica, apprezzando l’atmosfera da fiaba popolare delle sue giungle: un intrico sproporzionato ed inverosimile di vegetazione, realizzato con una grande varietà di sfumature di verde.

La pittura di Rousseau rappresenta un’esperienza significativa nella cultura figurativa dell’avanguardia francese: pittore all’apparenza ingenuo e incolto, è invece partecipe dei fermenti innovativi della sua epoca, tanto che i primi convinti riconoscimenti gli vengono da Guillaume Apollinaire, Odilon Redon, Paul Gauguin, Robert Delaunay, Georges Braque e Pablo Picasso.

I simbolisti lo elogiano per la maestria nell’uso del colore, Pablo Picasso e Paul Gauguin vedono nella figurazione primitiva ed esotica delle sue opere un tentativo di ritorno alle origini e di liberazione dell’inconscio, Vasily Kandinsky vi trova una ricerca di spiritualità per certi versi simile alla sua.

L’aspetto più interessante della sua opera, quello per cui un mondo esotico di fantasia diventa visione onirica di una vita psichica gioiosa e libera, avrà largo seguito nello sviluppo della successiva pittura naif.

Nell’agosto del 1910 Rousseau si ferì accidentalmente ad una gamba, ma non si preoccupò finché la ferita non s’infettò.
Portato all’ospedale in stato di coma, morì il 2 settembre e venne sepolto in una fossa comune.
Un anno dopo i suoi amici decisero di organizzare una colletta per erigergli una tomba e così, nel 1947, le sue spoglie vennero trasferite per sempre a Laval.

Attività artistica
Henri Rousseau nacque a Laval, nella Francia settentrionale, il 21 maggio 1884, all’inizio della carriera artistica, quando era ancora un pittore “dilettante”, prendeva il treno per recarsi nei sobborghi di Parigi o in luoghi pittoreschi sulla Senna per fare schizzi.
Molti di questi quadri hanno un pronunciato assetto geometrico: le case ed i ponti appaiono paralleli al piano del dipinto, gli alberi sono schematizzati ed il senso della profondità e dato da una serie di tetti spioventi o da un’alzaia diagonale.
Il pittore amava dipingere scene lungo i fiumi, anche perché le linee del corso d’acqua lo aiutavano a dare una struttura alla composizione.

Rosseau eseguì vari dipinti raffiguranti dei bambini, anche in tenera età: sono tutte creazioni stranissime, quasi sinistre.
Henri riprende i soggetti in posizione frontale e molto ravvicinata, così da far apparire i giovani corpi sproporzionatamente grandi.
Inoltre l’espressione del viso risulta spesso pensierosa e matura, introducendo una nota ancora più stonata raffigurando i bambini con in mano delle bambole o dei giocattoli.

Il pittore è famoso soprattutto per le tele colorate raffiguranti scene fantastiche ambientate in paesaggi esotici che per tutta la vita aveva proclamato di aver visto durante il servizio militare in Messico.
In realtà Rosseau prendeva ispirazione per questi quadri dai giardini botanici di Parigi e dallo zoo.
Le scene esotiche sono di solito composizioni su un unico piano dove il denso fogliame impedisce qualsiasi illusione di profondità.
L’elemento significativo è rappresentato dalle dimensioni enormi delle piante, appare evidente che si tratta di grotteschi ingrandimenti, ma il risultato è che sia gli uomini che gli animali sembrano moscerini intrappolati in un ambiente irreale.

Alcuni suoi dipinti includono certi simboli di modernità come la Tour Eiffel, i pali del telegrafo, le ciminiere ed i ponti di metallo.
I più sorprendenti sono quelli della serie dipinta a partire dal 1908 sul tema dei veicoli in volo.

Negli ultimi anni di attività Henri cominciò a dipingere nature morte.
La completezza e la regolarità di ogni fiore fa pensare che Rosseau non abbia dipinto dal vero ma abbia copiato da una fonte stampata.[/align]
Soleanna1
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Messaggioda Soleanna1 il mar lug 17, 2007 2:53 pm

Autoritratto-Paesaggio, 1890

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Sorpresa!, 1891

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Ragazzo sulle rocce, 1895

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Zingara addormentata, 1897

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La torre Eiffel, 1898

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Messaggioda Soleanna1 il mar lug 17, 2007 3:01 pm

Scout attaccato da una tigre, 1904

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Messaggioda Soleanna1 il mar lug 17, 2007 3:03 pm

Donna a passeggio in una foresta esotica, 1905

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Messaggioda Soleanna1 il mar lug 17, 2007 3:04 pm

Il pasto del leone, 1907

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Combattimento tra una tigre ed un bufalo, 1909

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Ritratto di Joseph Brummer, 1909

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Il sogno, 1910

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Il centenario dell'indipendenza, 1885

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Giungla all'Equatore, 1906

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Messaggioda Soleanna1 il mar lug 17, 2007 3:18 pm

L'incantatrice di serpenti, 1907

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