La nascita di Analim

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La nascita di Analim

Messaggioda birillino8 il mer mag 23, 2007 10:18 pm

La nascita di Analim


Quella che ti racconto è una storia vera perciò chiudi gli occhi e........... Hai presente quegli uccellini che vivono dove c'è sempre il sole, hanno piume colorate di tanti e bellissimi colori e il loro cinguettio ti mette una grande gioia nel cuore?
Ebbene proprio il più bello di loro un giorno andò a dissetarsi alla fontanella che la regina dei fiori aveva nel bel mezzo del suo immenso giardino. Guardandosi intorno rimase incantato da tanta bellezza, tutti quei colori e petali sfumati gli fecero venire il pensiero di portarne uno alla sua bella amata.
"Quando mi vedrà tornare con questa meraviglia per lei, sarà felicissima, mi amerà ancora di più e mi darà un bacio d'amore come segno di gratitudine" diceva tra sè e sè.
Si dissetò a lungo con l'acqua fresca, poi con un colpo di becco, afferrò il fiore che gli sembrava più colorato di tutti e viaaaa nel cielo bleu. Ma quando fu in alto e si rallegrava del dono che stava portando, un corvo nero lo vide e pensò di impadronirsene rubandolo all'uccellino. Si avvicinò velocemente e provò a strapparglielo dal becco, ma il primo tentativo non riuscì e tornò alla carica con una seconda picchiata.
L'uccellino si accorse dell'agguato e cominciò a volare più veloce, su e giù poi ancora su e ancora giù fino a quando riuscì a nascondersi dentro una nuvoletta.
"Per ora sono al sicuro" diceva, ma si sbagliava perchè il corvo proprio non lo mollava un attimo. Dopo un lungo giorno di scontri, fughe e beccate non ce la faceva più, e decise allora di lasciare cadere il suo prezioso dono per potersi liberare dal corvo. Aspettò un attimo e quando fu certo di non essere visto aprì il becco e lasciò il fiorellino che, trsportato dal vento, cominciò a cadere verso terra. Ma, meraviglia della meraviglie, accadde qualcosa di inspiegabile perchè appena si posò al suolo una luce abbagliante lo trasformò e diventò una farfallina e credetemi aveva tutti ma proprio tutti i colori dell'arcobaleno.
Questa è la storia della nascita di Analim una farfallina che cominciò in quel giorno a vivere e conoscere le cose belle e brutte che ci sono in questo nostro meraviglioso mondo.
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Messaggioda birillino8 il mer mag 23, 2007 10:25 pm

[align=center]Le avventure di Analim [/align]

Erano giorni e giorni che Analim non usciva di casa, era molto triste, dalla finestra guardava le nuvole passare mosse dal vento e verso sera il tramonto le colorava di fantastici colori, dal rosso al giallo, con sfumature di bianco e azzurro in un caleidoscopio di colori da fare invidia a un grande pittore. Ma lei doveva starsene lì: la febbre non le passava.
"Trentotto e mezzo, il termometro non sbaglia" diceva il dottore che l'aveva visitata, "non c'è male è proprio una bella influenza e bisogna stare al calduccio in casa".
Analim era una farfallina e in quanto tale aveva bisogno di volare, aveva assolutamente bisogno di volare. E sognava i fiori dei prati profumati, ripensava a svolazzare a casaccio da un fiore all'altro tanto sono tutti bellissimi e con tanto nettare per non dire delle scorpacciate fatte con i suoi amici più cari: Lella la coccinella, Osvaldo il bruco giallo come un limone ma sopratutto le mancava Sara, la libellula che riusciva a fare incredibili acrobazie e le aveva insegnato a volare sul pelo dell'acqua e a dissetarsi in volo, cosa difficlissima per una farfallina.
Fisana era la regina di tutte le farfalle del prato, ma, prima di tutto era la sua mamma e chi più di una mamma capisce la tristezza della figlia?
"Non posso chiamare i tuoi amici perchè si ammalerebbero anche loro" le diceva e nel frattempo pensava a cosa inventare per rendere meno noiosa la malattia della sua farfallina Analim.
Avevano creato tanti disegni e riempiti di colori, avevano intagliato tante figure di carta e creati tanti bellissimi paesaggi, avevano imparato delle poesie, messo ad essicare dei fiorellini per farne quadretti da abbellire le pareti ma, nulla da fare, Analim guardava il cielo fuori dalla finestra e sognava.
Una notte però mentre stava dormendo, Lella, Osvalldo e Sara si avvicinarono alla sua casa e sbirciando dalla finestra. La videro e cominciarono a chiamarla sottovoce "Analim, Analim, vieni con noi a volare cè una luna bellissima che sembra giorno e proprio ieri sono spuntati tanti fiorellini nuovi pieni di nettare dolcissimo da succhiare".
"Non posso uscire, sono malata ho l'influenza e anche la febbre" rispose con la sua vocina.
"Ma dai" insistettero "solo dieci minuti, non se ne accorgerà nessuno, ci divertiremo un mondo..." e cominciarono a volare davanti ai vetri per invogliarla ancora di più.
Osvaldo che non aveva le ali si faceva dondolare appeso ad un filo di seta su e giù come sull'altalena e si arrotolava su se stesso come uno jo jo. Analim non ce la fece a resitere, senza far rumore riuscì ad aprire la finestra e ....viaaaaaaaaa!!!!!!
Finalmente poteva muovere di nuovo le sue aluccie azzurre "volo, volo..." e su e giù e su e giù ancora e si avvitava a Lella e Sara che spensieratamente la portavano sempre più in alto.
"Ora andremo dove i fiori sono pieni di zucchero e ne faremo una bella scorpacciata" disse Sara e partì come un fulmine invitando Lella e Analim a seguirla.
"Hei hei!!"" gridò Osvaldo che era rimasto a fare la guardia "portatene un poco anche per me" e le guardò scomparire nel pieno luminoso della luna.
Quel battito d'ali però non era sfuggito a Marcello il pipistrello che abitava in una vecchia cascina abbandonata dagli uomini. Le sue sensibilissime orecchie avevano sentito tutto e appeso a testa in giù pensòv"gnam gnam quei tre insetti questa notte saranno la mia cena, aspetterò che siano pieni di nettare cosi saranno ancora più saporiti e nutrienti".
Così dicendo si staccò dal suo nascondiglio e cominciò furtivamente a seguirli. Quella notte era bellissima le stelline in cielo brillavano che sembravano tante piccole perline e le tre amiche volavano di fiore in fore inebriate da tutto quel bendidio. Addirittura Lella si mise a nuotare nel calice di una campanella piena di rugiada e Sara con il suo battito d'ali faceva volare tutto il polline che ricadendo le si appiccicava addosso tingendola tutta di giallo... lei, che era una libellula rossa come il fuoco diventava buffissima.
Anche Analim saltellava sui petali di una margherita per poi buttarcisi dentro come sei si tuffasse in una piscina.
"Che bello, che bello!!!" si divertivano come matte.
Quando furono completamente sazie decisero di tornare a casa ma ignare di cosa le aspettava. Il primo problema si presentò subito perche Analim non era abbastanza forte per volare ancora, le girava la testa e la pancia così piena le facevano sembrare le ali pesanti come il piombo. E fu proprio lei la prima ad essere notata da Marcello il pipistrello che cominciò subito l'inseguimento.
"Aiuto, aiuto!!" gridava "mi vuole mangiare!!" cominciò a fuggire raccogliendo le poche energie che erano rimaste.
Nel frattempo Osvaldo che aveva visto partire in fretta e furia Marcello aveva in tutti i modi possibili cercato di svegliare Fisana per informarla di quanto stava succedendo.
Anche per una regina delle farfalle però era molto difficile combattere il pipistrello, era in gioco la vita di tutti. Non c'era un minuto da perdere, avrebbe inventato qualcosa in volo, ma al momento bisognava partire e raggiungere il prato fiorito.
Le amiche della farfallina cercavano di distrarre Marcello il pipistrello dall'inseguimento ma i risultati erano scarsi o nulli del tutto, ormai meno di un minuto poi non ci sarebbe stato scampo.
Fisana seguiva con trepidazione le grida della sua bambina e arrivò a vedere tutto con i suoi occhi. Era lì, ma che fare???
Avrebbe sicuramente mangiato anche lei, poi Lella e Sara poi anche Osvaldo non l'vrebbe scampata.
Ora il cervello è una macchina meravigliosa ed elabora cose che in momenti di normalità non verrebbero mai in mente.
Fisana chiuse gli occhi, si concentrò e tirato un profondo repiro cominciò a cantare un dolcissima canzone con delle note così alte che non si erano mai sentite prima.
"Ma cosa fa?" pensarono gli altri "è forse impazzita? In questa situazione si mette a cantare?"
Ma Fisana era diventata regina perchè era più colta e intelligente di tutte le altre e inoltre aveva coraggio da vendere.
Lei sapeva che i pipistrelli non vedono molto bene ,essendo animali notturni hanno gli occhi piccolissimi, ma in compenso hanno un udito finissimo e catturano le loro prede con dei suoni che solo loro possono sentire, emettono un suono, questo rimbalza su di loro o su un ostacolo e quando ritorna alle loro orecchie come un radar delle navi riescono a capire che direzione prendere. E' abbastanza complicato da spiegare ma è proprio così. Per questo motivo Fisana si era messa a cantare, con quelle note così acute riuscì a disorientare Marcello che, non capendo più nulla, andò a sbattere contro un muretto che era poco più avanti.
Che botta ragazzi! Si ruppe quattro denti e gli toccà di vivere di acqua e miele per tanti tanti giorni.
Analim con il cuore in gola e spaventatissima potè riabbracciare la sua mamma e rimase a letto una intera settimana visto che all'influenza si era aggiunta anche una grossa indigestione e un grosso male alla pancia.
Tutto è bene quel che finisce bene. E' troppo importante avere intorno a sè qualcuno che ci ama davvero, non bisogna scordarlo mai.

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