Una barca tra le stelle

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Una barca tra le stelle

Messaggioda Soleanna1 il lun mag 28, 2007 3:17 pm

LA BARCA DI STELLE

C'era una volta una Sirena che viveva nel mare più bello e cristallino del mondo, dove pesciolini coloratissimi sguazzavano allegri in acque temperate. La Sirena amava tantissimo il suo mare e si sentiva molto fortunata a poter nuotare libera e felice.
La sera, per completare la sua felicità, non mancava mai di fare capolino fuori dell'acqua per osservare il cielo stellato, che amava quasi quanto il mare.
"Va' lassù e prendimi una stella!" diceva ora ad uno ora ad un altro dei suoi amici gabbiani.
Ma i gabbiani non riuscivano a volare fino alle stelle e non potevano accontentarla.
"Come mi piacerebbe avere una stella! La conserverei gelosamente e sarebbe il mio tesoro più grande!" pensava la Sirena, ma sapeva che era un desiderio difficilmente realizzabile.
Una sera, mentre stava chiacchierando con un gabbiano, si alzò un brutto vento che fece agitare il mare in modo veramente pauroso. Mentre il gabbiano la salutò in fretta e si allontanò, la Sirena fu imprigionata dalle spire di una tromba d'aria che con violenza la trascinò via.
Senza nemmeno rendersene conto fu trasportata vorticosamente oltre il mare, oltre la spiaggia, oltre tutto ciò che conosceva, e fu trasportata in un mondo a lei ignoto.
Quando finalmente l'uragano si placò, l'ultimo soffio di vento depose la Sirena, ormai senza conoscenza, su una collina. Non si sa quanto tempo ella rimase svenuta, ma di certo quando riprese i sensi si trovò in un posto stranissimo. Non c'era acqua, il mare era sostituito da un tappeto verde e tutt'intorno si vedevano dei rilievi di enormi dimensioni: le montagne.
La Sirena non era mai stata così infelice e pianse, pianse tanto e mentre piangeva invocò i suoi amici gabbiani di venire a salvarla, poiché erano gli unici che potevano muoversi al di fuori dell'acqua e correre in suo aiuto. Purtroppo i gabbiani erano molto lontani ed i lamenti della Sirena non sarebbero potuti giungere fino a loro.
Dopo molte ore e molte lacrime versate, iniziò a calare la sera e la Sirena ebbe la gioia di rivedere il cielo stellato che tanto amava. Purtroppo era bloccata in quel luogo a lei sconosciuto e l'unico mezzo che aveva per evadere da lì era la sua fantasia. Iniziò ad immaginare che la campagna ai piedi delle montagne, che con il buio era tutta nera, fosse il mare, che le luci dei paesi ai piedi delle montagne fossero le luci del lungomare e che i lampioni fossero delle navi. Fingeva così di essere vicina ad un porto che presto avrebbe raggiunto. Sognava di essere un gabbiano e di volare sopra una nave che le avrebbe tracciato la via di casa, oppure immaginava che un gabbiano luccicante come una stella venisse da lei, la invitasse a salirgli sulla schiena e la portasse via.
Ma il tempo passava e non accadeva nulla. La Sirena passava i giorni a piangere e le notti a fantasticare. Ricordava con nostalgia la sua casa, il suo mare, i suoi amici pesciolini ed i gabbiani con cui si fermava ogni sera a chiacchierare.
Finché una notte i suoi lamenti giunsero alla Luna e le straziarono il cuore. Non potendo sopportare che qualcuno soffrisse così tanto, la Luna chiese alla Stella Polare di mandare qualcuno a vedere cosa stesse accadendo. Ma la Stella Polare essendo anch'essa molto turbata dai pianti che giungevano fino al cielo, si mosse personalmente alla ricerca di chi soffriva in quel modo atroce.
Dopo aver cercato e cercato, finalmente vide la Sirena e le si avvicinò. Quest'ultima, non credendo ai suoi occhi, temette di essere impazzita e pianse ancora più forte; ma la Stella Polare la calmò e si fece raccontare tutto. La Sirena con voce rotta dal pianto raccontò dell'uragano che l'aveva trascinata via dal suo mare e di quanta paura avesse di non ritornare più a casa. Ma la Stella Polare le assicurò che l'avrebbe aiutata ad andare via di lì molto presto, perché così voleva la Luna, regina dei cieli. La Sirena, allora, calmatasi un po', raccontò alla Stella Polare delle bellezze e delle meraviglie di dove viveva, i coralli, le alghe, le splendide conchiglie, i cavallucci marini, gli immensi fondali e le innumerevoli varietà di pesci multicolori.
La Stella Polare le assicurò che non appena fosse tornata in cielo avrebbe trovato la soluzione per portarla via di lì. Allora la Sirena, certa di aver trovato una nuova amica, le confessò il suo desiderio di possedere una stella.
"Ho chiesto ai miei amici gabbiani di volare lassù in cielo e portarmi una stella, ma essi non riescono ad arrivare fino a voi. Eppure se l'avessi sarei tanto felice, la conserverei gelosamente e sarebbe il mio tesoro più grande!"
La Stella Polare non s'impegnò con promesse, ma il suo sguardo lasciò intendere che forse c'era qualche speranza che questo desiderio diventasse realtà.
Quando la Stella Polare andò via, la Sirena non staccò più gli occhi dal cielo, neanche di giorno con il sole che l'accecava, attendendo l'arrivo di qualcosa che la portasse in salvo.
Quando la Luna apprese la triste storia della Sirena, chiamò a raccolta le stelle ed ordinò loro di costruire immediatamente una barca. Le stelle si divisero in due squadre e si misero subito all'opera: la prima squadra avrebbe dovuto progettare e la seconda trovare i materiali, poi insieme avrebbero costruito la barca.
Purtroppo incontrarono subito delle difficoltà: il primo progetto prevedeva una barca fatta di nuvole, ma le nuvole erano troppo leggere per sopportare il peso della Sirena; il secondo progetto prevedeva una barca fatta di legno e questa era un'ottima idea: ma come avrebbe fatto la seconda squadra a procurarsi il legno?
Così esse decisero di unirsi tutte insieme e di creare una barca di stelle: una meravigliosa, luminosissima e magica barca di stelle!
Quando si presentarono al cospetto della Luna, ebbero subito il permesso per la partenza e le lodi di quest'ultima che aveva molto apprezzato la generosità, il coraggio e l'intraprendenza delle sue stelline.
La barca si mise in viaggio ed attraversò il cielo, il mare, le campagne e le montagne, sino a giungere alla Sirena che quando la vide dalla gioia e dalla sorpresa non riuscì a pronunciare nemmeno una parola, ma il suo sguardo esprimeva una gratitudine infinita.
Dopo aver riattraversato le montagne e le campagne, la barca raggiunse il mare e vi si poggiò sopra dolcemente.
La Sirena felice la guidava su quel mare che tanto amava e che quasi non sperava più di rivedere.
Quando arrivarono né la Sirena né le stelle avevano voglia di salutarsi, ma il cielo era così scuro che la barca volò via subito per andare ad illuminarlo.
"Grazie di tutto" disse la Sirena "e non dimenticatemi. Io vi porterò sempre nel mio cuore."
La Sirena trovò ad attenderla tutti i pesci che non si erano mossi di lì dal momento in cui avevano saputo della tromba d'aria ed i gabbiani che l'avevano cercata dappertutto, ma invano.
Dopo essere stata festeggiata da tutti, la Sirena si fermò a riposare sul suo scoglio preferito finalmente ancora felice dopo aver tanto sofferto.
Quando fece per poggiare la testa, si punse.
"Che strano" pensò " il mio scoglio è sempre stato così liscio."
Si girò per vedere cosa fosse e trovò una bellissima sorpresa: una stellina tutta per lei! La Stella Polare aveva mantenuto la sua tacita promessa.
La Sirena prese la stellina, la baciò e se l'appuntò sul petto.
Da allora non se ne è mai più separata.
Ora che conoscete questa storia, se nel mare vedrete un improvviso luccichio, ricordatevi che è la Sirena che fu salvata da una barca di stelle.
Soleanna1
Sognatore


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